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3 CASI DI DISTURBI CAUSATI DA UN CAMPO PERTURBANTE DENTALE (TRATTI DA”CAMPI DI DISTURBO DENTALI CHE INTERFERENDO COL SISTEMA NEUROGETATIVO CAUSANO MALATTIE” – DI ERNEST ADLER”)

CASO 1. A.J., 29 anni. Dall’età di 22 anni, età in cui stanno spuntando i denti del giudizio, inizia a soffrire di mal di testa. Vari trattamenti farmacologici non erano stati efficaci. Diversi test diagnostici (probabilmente TA o RMN (n.d.c.= nota del curatore) non avevano evidenziato nulla di anormale. Nel corso degli anni il dolore era aumentato fino a diventare una cefalea cronica. Le radiografie dei denti del giudizio evidenziavano problemi (non meglio specificati (n.d.c.) sia a destra che a sinistra. Come reperto palpatorio concomitante risultava estremamente dolorosa la pressione della terza vertebra cervicale (che risulta connessa ai denti del giudizio (n.d.c.).
Un’iniezione di procaina in corrispondenza del dente del giudizio sinistro fece cessare il dolore per alcune ore, e con l’estrazione del dente del giudizio sinistro il mal di testa è scomparso istantaneamente, per ricomparire solo tre mesi dopo.
A questo punto è stato estratto anche il dente del giudizio a dx, ottenendo la completa e definitiva risoluzione della cefalea.
DISCUSSIONE. I motivi per cui le estrazioni dei denti del giudizio danno luogo a guarigioni per un gran numero di disturbi sono riconducibili alla morfologia del cranio, che ha ridotto lo spazio mandibolare rispetto a qualche migliaio di anni fa.
Le “spine irritative” che ne possono derivare possono essere le seguenti:
* eruzioni incomplete
* spostamenti dell’asse del dente
* interferenze della corona dentale con la gengiva del ramo ascendente della mandibola
* radici arrotondate, piccole o deformate
* osteiti dell’osso circostante il dente
* problemi al dente adiacente al dente del giudizio

CASO 2. N.F., anni 26, dopo un aborto spontaneo aveva continua febbricola e dolore gastrico. Il dente del giudizio, sebbene non desse alcun disturbo locale, era quasi completamente “seppellito” nella gengiva, per il poco spazio a disposizione sul ramo mandibolare.
Otto giorni dopo l’estrazione erano scomparsi la febbricola costante e i dolori gastrici.

CASO 3. Un impiegato della compagnia telefonica era venuto a casa mia (del dott. Adler (n.d.c.) per controllare il funzionamento del telefono. Mentre lavorava sulla scala mi disse che per guardare da una parte all’altra non poteva muovere solo la testa, ma doveva girare tutto il corpo. Sceso dalla scala, la palpazione della terza vertebra cervicale, che è notoriamente connessa ai denti del giudizio, era particolarmente dolente. Invitato a bere una birra, disse anche che, causa una non meglio identificata affezione epatica, non poteva consumare bevande alcooliche.
Venuto in studio, la dentatura era perfetta, ma alla radiografia un dente del giudizio causava, facendo pressione sull’osso, una rarefazione ossea dovuta ad una pericoronite cronica.
Dopo avere estratto questo dente, quattro giorni dopo disse che poteva bere tranquillamente una birra e che anche la testa poteva essere girata senza problemi.

CONCLUSIONI DEL CURATORE. Questi 3 casi, estratti da un testo che tratta in totale di 100 casi similari, evidenzia l’importanza dei denti del giudizio nel causare disturbi cronici a distanza, e della potenzialità terapeutica dell’estrazione di questi denti. Questa tesi è sostenuta soprattutto dai neuralterapeuti tedeschi, dei quali Ernest Adler è uno dei maggiori rappresentanti.

Da: Adler E. Campi di disturbo dentali che interferendo col sistema neurovegetativo causano malattie. 1976
Traduzione in italiano di Lorenzo Acerra
www.medicinenon.it/tutte-le-terapie-falliscono-valutazioni-sui-denti-del-giudizio

A cura di: Paolo Barbagli

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