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EFFICACIA DEGLI ANESTETICI LOCALI DELLA VULVODINIA: UN CASO CLINICO

INTRODUZIONE. La vulvodinia spesso si presenta senza cause evidenti con dolore e iperestesia vulvare, problemi sessuali e psicologici, in mancanza di cause organiche e infettive riscontrabili.
CASO CLINICO. Una giovane donna di 25 anni, che presentava una vulvodinia da 12 anni senza evidenti cause organiche, è stata trattata con 14 blocchi con procaina 1 % , e dopo avere provato numerose terapie senza alcun successo. E’ stata osservata una progressiva diminuzione del dolore, misurato con Scala analogica visiva (VAS), da 8-9 iniziale a 0-2 alla fine del trattamento. Le iniezioni sono state effettuate nelle zone di Head e nei punti trigger dell’addome inferiore, nei gangli nervosi dell’ipogastrio, bilateralmente sui seni mascellari, e su una cicatrice della mandibola. Non vi è stato alcun effetto collaterale o reazione indesiderata. Le iniezioni distanti dalla zona dolorosa sono state più efficaci di quelle effettuate nelle regioni adiacenti. A distanza di 3 anni la paziente è ancora senza dolore.
CONCLUSIONI. La terapia mediante anestetici locali, denominata anche neuralterapia, può essere una terapia utile in casi di vulvodinia che non rispondano ad altre terapie. Sono necessari ulteriori studi per capire in che modo agiscano le iniezioni in campi di disturbo a distanza e quale sia la reale efficacia degli anestetici locali nelle sindromi dolorose croniche.

COMMENTO DEL CURATORE. Questo caso conferma l’efficacia potenziale dei blocchi anestetici sui cosiddetti “Störfeld” (campi perturbanti) dei neuralterapeuti tedeschi, che in questo caso sembrano essere i seni mascellari e/o una cicatrice mandibolare, anche senza il cosiddetto “fenomeno del secondo”, che si ha quando c’è la sparizione immediata (in un secondo) di un sintomo in seguito al blocco di un “campo perturbante”. Più limitata, anche se potenzialmente utile, sembra essere stata, in questo caso, l’efficacia della cosiddetta “terapia segmentale”, cioè la terapia nelle zone o segmenti adiacenti alla regione interessata.

Weinshenk S, Brocker K, Hotz L, Strowitzki T, Joos S; HUNTER (Heidelberg University NeuralTherapy Education and Research) Group. Successful therapy of vulvodynia with local anesthetics: a case report. Forsch Komplementmed 2013; 20 (2): 138-43.

a cura di Paolo Barbagli

One thought on “EFFICACIA DEGLI ANESTETICI LOCALI DELLA VULVODINIA: UN CASO CLINICO

  1. Buonasera, soffro di vulvodinia da quasi 18 anni, nessuna guarigione o miglioramento con le tradizionali terapie (antidepressivi triciclici, anticonvulsivanti, TENS, intergratori per la neuroinfiammazione). Vorrei sapere se nel caso clinico di cui sopra sono state effettuate delle infiltrazioni anche nella vulva o nel vestibolo vulvare e se i miglioramenti sono stati progressivi oppure ci sono stati peggioramenti intermedi.

    Grazie,

    Claudia

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