+39 049 836 4121

Variazione del dolore miofasciale e del rom dell’articolazione temporo-mandibolare dopo kinesiotaping dei trigger points latenti del muscolo sternocleidomastoideo.

Il dolore miofasciale è una condizione caratterizzata dalla presenza di trigger points miofasciali (TPs). La formazione del TP è attribuibile a svariati fattori (stress ripetuti, problemi articolari, disturbi del sonno ecc.); i TPs sono classificati come latenti o attivi a seconda delle loro caratteristiche cliniche e come è noto i TP latenti possono diventare attivi.

Il muscolo sterno-cleido-mastoideo (SCM) è un muscolo che svolge funzioni di rotazione e flessione del capo, è muscolo respiratorio accessorio e ha importanti funzioni statiche in quanto mantiene il capo stabile durante la postura. Come tutti i muscoli può essere sede di TPs. Esso è in grado di influenzare significativamente la cinetica dell’articolazione temporo-madibolare (ATM) e del suo ROM assieme agli altri  muscoli masticatori. Scopo del presente studio è stata la valutazione dell’efficacia di un trattamento mediante kinesiotaping (KT) del muscolo SCM in pazienti affetti da dolore miofasciale sostenuto da TPs latenti e con limitato ROM dell’ATM. Nello studio sono stati arruolati 84 pazienti (42 maschi e 42 femmine) di età 20 – 30 anni che presentavano chiari segni di TPS latenti nel muscolo SCM. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi: a) gruppo trattato e b) gruppo di controllo che non ha ricevuto il trattamento KT.

In tutti i pazienti è stata misurata la VAS, eseguito ‘Pain pressure Test (PPT)’  e il ROM dell’ATM prima del trattamento e dopo lo stesso. I risultati hanno dimostrato una significativa riduzione della VAS e del PPT (rispettivamente (p<0.01 and p<0.05) nei soggetti sottoposti a KT così come un significativo incremento del ROM dell’ATM (p<0.05) rispetto al gruppo di controllo (Tab.2). Il presente lavoro sottolinea come il KT, agendo come vero e proprio ‘regolatore della funzione muscolare’, sia in grado di ridurre il dolore muscolo scheletrico, agire da inattivatore dei TPs muscolari e ripristinare il ROM delle articolazioni affette.

Il KT in questo senso agirebbe come ‘rimodulatore’ della funzione muscolare andando a ricostituire la forza contrattile di un muscolo funzionalmente indebolito. Il KT, inducendo costanti contrazioni -rilassamenti del muscolo attraverso lo stimolo proveniente da afferenze cutanee (come similmente avviene per altre metodiche quali la massoterapia, la termoterapia, la terapia manuale ecc.) è in grado di inattivare i TPs muscolari ed in ultima analisi si offre come valido strumento per il trattamento del dolore miofasciale.

Youngsook Bae,Change the Myofascial Pain and Range of Motion of the Temporomandibular Joint Following Kinesio Taping of Latent Myofascial Trigger Points in the Sterno cleidomastoid Muscle., J Phys Ther Sci. 2014 Sep;26(9):1321-4. doi: 10.1589/jpts.26.1321. Epub 2014 Sep 17.

A cura di: Mario Biral
Per leggere il full text: clicca qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *