Riflessioni su di noi agopuntori.

Introduzione
Perché un agopuntore tradizionalista (AT) dovrebbe frequentare un corso di riflessoterapia?
L’AT mediamente non sa che ne otterrebbe giovamento professionale, anche perché durante i corsi di Agopuntura Tradizionale Cinese (ACT) vengono fornite informazioni fuorvianti sulla riflessoterapia.
Si afferma la funzione di riequilibrio energetico dell’agopuntura, negando che sia una riflessoterapia e quindi l’esistenza di un rapporto fra i due approcci terapeutici.
Ciò vanifica ogni possibilità di discussione.
A nulla valgono i lavori eseguiti negli anni 70 dai colleghi neurofisiologi cinesi che confermarono l’impossibilità di curare con ago senza l’integrità del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e periferico.
L’agopuntura funziona soprattutto perché lo stimolo dell’ago è unico nella sua funzione e particolare nell’eccitazione dei centri nervosi.
Il punto di agopuntura non ha recettori particolari, ma possiede una densità particolarmente alta di terminazioni nervose libere ed altri recettori tissutali connettivali, fasciali e muscolari.
Una volta accettate queste dimostrazioni scientifiche, l’AT può accostarsi tranquillamente allo studio della riflessoterapia portandosi dietro il suo bagaglio informativo di ACT.
Non risponde a verità che si debba scegliere drasticamente in quale campo stare: o riflessoterapeutico o tradizionalista.
Quindi perché affacciarsi alla riflessoterapia?
Riflessioni
1) Perché spiega in maniera scientifica il meccanismo d’azione dell’agopuntura;
2) Con questa consapevolezza si può prevedere, rispetto alla fisiopatologia dei morbi che incontriamo nella nostra professione, se l’agopuntura possa o meno funzionare nel singolo caso;
3) Perché aggiunge nuove possibilità terapeutiche e nuove indicazioni che l’Agopuntura tradizionale non prevede.
4) perché nella terapia del dolore l’approccio riflessoterapico, oltre ad essere quello più accreditato nella letteratura scientifica, ottimizza i risultati
5) il metodo riflessoterapico non implica il discostarsi dalla formazione culturale pregressa: al contrario, la preparazione medica acquisita, complice la riflessoterapia, funge da chiave di lettura delle strategie terapeutiche della Medicina tradizionale cinese.
Ho letto con attenzione il suo articolo. Io condivido fermamente i suoi pensieri e non solo perché faccio parte di questa scuola da tanti anni ma soprattutto perché ho avuto modo di mettere in pratica tutte le tecniche riflesso terapiche, vederne i risultati ma soprattutto capirne i meccanismi d’azione che stanno alla base e che solo attraverso uno studio approfondito della fisiopatologia si possono apprendere. Quindi i tradizionalisti non possono rifiutare o soprassedere a tutto questo, la diagnosi clinica è fondamentale e di certo non si può fare guardando la lingua (!!!). Se non accettano di conoscere o almeno avvicinarsi alla Riflessoterapia che rimane l’unica spiegazione scientifica dei meccanismi attraverso cui l’agopuntura agisce, allora non sono dei medici e non possiamo considerarli dei colleghi .
Quindi ben venga il suo “invito” ad avvicinarsi alla Riflessoterapia e alla scienza. Il suo scritto è chiaro, diretto, come primo “invito” lo approvo pienamente. Speriamo che qualcuno risponda !