Elettroagopuntura e cardiopatia ischemica
La stimolazione elettrica transcutanea dei punti di agopuntura in pazienti con cardiopatia ischemica stabile è cardioprotettiva
Obiettivo
Sono stati valutati gli effetti dell’elettroagopuntura (EA) nei punti Neiguan (PC6) e Ximen (PC4) sulla prognosi in pazienti con cardiopatia ischemica stabile.
Materiali e metodi
Sono stati studiati in totale 240 pazienti sintomatici con sospetta arteriopatia coronarica inviati ad eseguire una coronarografia, sono stati inclusi 232 pazienti con cardiopatia ischemica stabile.
L’endpoint primario era l’incidenza di eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACEs), definiti tra i seguenti: angina ricorrente con necessaria ospedalizzazione, infarto miocardico acuto non fatale, morte cardiaca, morte per altre cause.
I pazienti sono stati divisi con metodo randomizzato in due gruppi, il primo trattato con EA (gruppo EA), il secondo senza EA (gruppo controllo).
I pazienti nel gruppo EA venivano trattati con aghi sterili monouso 30 x 40 mm infissi perpendicolarmente nei punti PC6 e PC4 bilateralmente per circa 2 cm.
I punti di ciascun lato venivano elettrostimolati a coppie con frequenza alternata 2-100 Hz, l’intensità di corrente era compresa tra 0,1 e 1 mA.
Il trattamento veniva effettuato per 30 minuti, 2 volte a settimana.
Il gruppo di controllo riceveva trattamento farmacologico, venivano posizionati gli elettrodi allo stesso modo, ma senza infissione di aghi o stimolazione elettrica.
Venivano raccolti prelievi ematici al momento della firma del consenso informato e a 12 mesi di follow-up per il dosaggio di CD40 ligando e proteina C reattiva ipersensibile (hsPCR). Tutti i pazienti ricevevano comunque il trattamento farmacologico previsto dal medico curante.
Risultati
I MACEs, in un periodo di follow-up medio di 12 mesi, si sono verificati in 9 pazienti del gruppo EA (8,4%) e 22 pazienti del gruppo di controllo (19,3%).
I pazienti del gruppo EA avevano un rischio significativamente minore di sviluppare MACEs, recidiva di angina instabile o infarto miocardico non fatale rispetto al gruppo di controllo.
L’analisi di Kaplan – Meier mostrava che il gruppo EA e il gruppo di controllo iniziavano a separarsi a circa 5 mesi e continuavano a divergere fino alla fine dello studio.
La Cox analysis ha mostrato che il trattamento con EA era associato con una minore probabilità di sviluppare MACEs entro i 12 mesi di follow-up.
I livelli circolanti di CD40 ligando e di hsPCR (proteina C reattiva ipersensibile) erano più bassi nel gruppo EA rispetto al gruppo di controllo e diminuivano significativamente dopo 12 mesi di trattamento.
Conclusioni
L’EA è un trattamento efficace nel supportare i pazienti con cardiopatia ischemica stabile.
Spunti per la discussione
Precedenti studi hanno mostrato che l’EA può avere effetto protettivo sulla cardiopatia ischemica non solo in animali, ma può anche ridurre i livelli di troponina I in pazienti adulti e pediatrici dopo interventi di cardiochirurgia.
Tali studi suggeriscono un potenziale effetto protettivo della EA anche sulla prognosi di pazienti con malattia coronarica stabile.
Seppur con alcuni limiti (studio in centro singolo, clinico e prospettico, dimensione del campione limitata, follow – up relativamente breve), questo studio suggerisce un potenziale effetto cardioprotettivo della EA.
Tale effetto è probabilmente legato alla riduzione della reazione infiammatoria a livello delle placche aterosclerotiche.
Titolo originale: Feng B, Sun Y, Liu L, Sun Y, Chen L, Wang Y. Transcutaneous Electrical Acupuncture Point Stimulation Is Cardioprotective for Patients With Stable Ischemic Heart Disease. Am J Cardiol. 2023 Nov 1;206:202-209. doi: 10.1016/j.amjcard.2023.08.062.