Ricerca del metodo ottimale.
Metodi diversi per individuare gli schemi terapeutici migliori in riflessoterapia.
Non sono mai stato a favore dell’ applicazione di ricette preformate, uguali per tutti, ma quando si deve iniziare a considerare quali punti utilizzare per una certa sindrome o malattia che abbiamo di fronte, allora si deve applicare il metodo obbiettivo proprio del medico e del riflessoterapeuta in particolare.
1)Una sintetica anamnesi familiare.
2)Un’accurata anamnesi fisiologica, patologica remota, patologica prossima.
3)un esame obbiettivo molto approfondito: che deve iniziare con la misurazione della pressione, auscultazione del torace e dei toni cardiaci, dopo di che, oltre che indirizzarsi verso la zona in cui il dolore si manifesta, si devono esplorare manualmente, almeno le dermalgie riflesse di Jarricot, il tono muscolare nelle parti in cui si manifestano più frequentemente i trigger points ed eventualmente anche i punti tender della fibromialgia.
Esame obbiettivo
Una volta effettuata questa serie di operazioni abbiamo già formulato delleipotesi diagnostiche e pensato ad uno o più insieme di punti di agopuntura da applicare al paziente.
E’ a questo punto che è prezioso avere i risultati di questi lavori di raffronto statistico, che vanno indietro di decenni e che confrontano i diversi schemi terapeutici negli anni, distillando l’insieme di agopunti più attuale e più obbiettivamente utile.
Un lavoro esemplificativo
A questo proposito vi presento un lavoro che intende verificare mediante una review sistematica quali siano i punti più utilizzati nella cura della dismenorrea primaria.
Si analizzano tutti i lavori pubblicati dal 1978 al 2014 su questo topic e si estraggono i punti utilizzati in modo da poter fare una graduatoria di importanza.
A parte le molte considerazioni espresse dagli autori sui diversi punti, vi illustro il risultato dello studio. Tab 1
Si vede che i punti più utilizzati e quindi più efficaci nella cura della dismenorrea primaria siano punti locali, e segmentari, tipicità queste, che caratterizzano l’approccio riflessoteraico.
Una delle regole della riflessoterapia è da sempre la seguente: quando localizzi l’origine di un dolore o di una patologia utilizza:
-Punti locali privilegiando i punti centro-dolore;
-Punti segmentari, sia vicini che a distanza;
-Punti extra-segmentari sia omolaterali che controlaterali.
Vi è infine un’altra tabella (N°2) che descrive l’incidenza della frequenza di accoppiamento dei diversi punti.
Come si può vedere vi sono accoppiamenti fra punti locali e punti segmentari a distanza, il tutto con lievi differenze metameriche.
Ritengo che il modo di procedere riflessoterapico, brevemente e succintamente descritto in questa pagina sia molto più corretto verso il paziente per tutte le seguenti variabili:
-Abbiamo operato un’anamnesi completa del paziente, evitando di trascurare eventuali
Tab.1 I punti più utilizzati.

Tab.2Accoppiamento dei punti fra loro
patologie maggiori;
-Abbiamo misurato pressione arteriosa ed auscultato cuore-polmoni;
-Abbiamo un’idea delle funzioni organo/viscerali del paziente;
-Abbiamo esplorato manualmente i tessuti periferici del paziente individuando le zone dermalgiche, le contratture muscolari, i punti dolorosi in genere ed il trofismo cutaneo.
-Insieme all’idea diagnostica e terapeutica che ci siamo formati abbiamo la possibilità di usufruire, in caso di dismenorrea primaria, di un insieme di punti, distillato statisticamente e di grande valenza terapeutica.
Questa prima visita di una certa durata ci permette di approfondire il rapporto medico/paziente, di discutere un patto terapeutico e di sottoporre al paziente la compilazione di un consenso informato alla terapia, veramente informato.
Ecco perché anche un agopuntore tradizionalista deve imparare un approccio riflessoterapico.