Anestetico locale per una dorsalgia.
Caso Clinico
Dorsalgia cronica trattata mediante infiltrazione di cicatrici con anestetico locale: case report
La paziente:
Visita del 12.6.2025
M.C., nata il 6.5.2001, di professione barista.
Anamnesi.
Nel 2021 caduta con trauma sacrococcigeo.
Da allora coccigodinia.
28.12.2021: Rx colonna lombare nella norma. Rx sacro-coccige nella norma.
Al persistere della sintomatologia dolorosa, il 12.1.2022 esegue RM sacrococcigea: ”possibile frattura sacrococcigea con orizzontalizzazione del coccige ed anteriorizzazione con infiammazione locale”.
Nessuna efficacia di 4 infiltrazioni cortisoniche eseguite da un ortopedico di Verona.
Il 12.1.2023 esegue intervento di emicoccigectomia, con successivo controllo radiografico e visita di controllo del chirurgo ortopedico che l’ha operata, che riporta: ”Il controllo radiografico va bene.
La paziente riferisce lieve algia quando seduta. Cicatrice chirurgica in ordine.”
Alla visita del 12.6.2025 la paziente riferisce che la coccigodinia è scomparsa, pertanto l’intervento chirurgico appare risolutivo.
Motivo della visita nel mio ambulatorio
Lamenta dal 2020 una DORSALGIA, ovvero un dolore paravertebrale dorsale bilaterale più a sinistra, che peggiora quando sta molto in piedi.
Essendo per lavoro (barista) costretta a stare quasi tutto il giorno in posizione eretta, il dolore è pressoché continuo e giornaliero, con tendenza al peggioramento.
VAS (Visual Analogue Scale)del dolore medio (nell’ultimo mese) 2,4 – Vas massimo (nell’ultimo mese) 3,8.
Negli ultimi mesi ha effettuato 4 sedute di osteopatia, con beneficio temporaneo, e il dolore non ha alcun sollievo nemmeno quando assume farmaci antiinfiammatori e/o antidolorifici (paracetamolo 1000, paracetamolo 500 + codeina 30, ibuprofene 600).
Esame obiettivo.
Cicatrice al coccige (da intervento chirurgico – dolente alla palpazione),
cicatrice alla caviglia destra (da intervento chirurgico per rimozione cisti a 6 anni di età),
ombelico con piercing da 10 anni circa,
cicatrice da appendicectomia a 7 anni di età (sotto l’ombelico), tatuaggio lungo la linea mediana dorsale (nella zona del dolore), effettuato nel 2019, circa un anno prima dell’inizio del dolore.
Ciclo terapeutico
I seduta
(17.6.2025): infiltro con 5 cc circa di lidocaina 0,5 %: cicatrice coccige, caviglia destra, ombelico e appendicectomia.
II seduta
(26.6.2025): riferisce netto miglioramento (circa del 70 %) dal giorno successivo alla seduta; infiltro come nella seduta precedente.
III seduta
(3.7.2025): riferisce situazione stazionaria, cioè permane il miglioramento; infiltro con lidocaina 0,5% (circa 4 cc) il tatuaggio sulla linea mediana dorsale del rachide.
IV seduta
(10.7.2025): riferisce un lieve ritorno del dolore; infiltro nuovamente la sola cicatrice del coccige (5 cc con lidocaina 1 %), che è leggermente dolente alla palpazione nella parte caudale, e anche più “dura” rispetto al resto.
V seduta
(24.8.2025): rimane stabile il miglioramento del 70%; nuova infiltrazione della cicatrice coccigea (5 cc lidocaina 1 %).
VI seduta
(7.8.25): situazione stabile con miglioramento del 70 %; non ulteriori infiltrazioni.
Controlli successivi del 15.10.2025 (riferisce telefonicamente che sta “benissimo” e di non avere fatto altre terapie), del 25.3.2026 (parlando col padre che mi dice che la figlia sta “benone”) e del 27.3.2026 (dopo mia richiesta con Whatsapp risponde dicendo che sta bene).
Conclusioni
Da quanto esposto, le cicatrici infiltrate nella I seduta (coccige, caviglia destra, ombelico con piercing e appendice con cicatrice sottoombelicale), tutte tranne quella coccigea anteriori all’inizio della dorsalgia, sono implicate nella genesi della dorsalgia, che perdurava da circa 5 anni e che appare risolta stabilmente, con un follow-up di circa 9 mesi senza recidive.
Le ulteriori tre infiltrazioni della cicatrice coccigea, nel tentativo di migliorare la situazione, non sembrano infatti avere avuto alcun ruolo terapeutico, così come l’infiltrazione del tatuaggio dorsale, che pure appariva connesso metamericamente al dolore lamentato.
Questo caso sembra pertanto confermare l’ipotesi, già sostenuta dai fratelli Huneke nel 1940 (1), e poi confermata da numerosi studi successivi (2-14), che una o più cicatrici possono causare sindromi dolorose croniche a distanza, anche in zone non metamericamente connesse.
Bibliografia essenziale
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2. Oldershaw JB, Salem A, Storrs BB et al. Sciatic nerve entrapment in the upper thigh caused by an injury sustained during World War II at the battle of Anzio. Case report. J Neurosurg 2004; 100 (3 Suppl Spine): 295-7
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4. Strittmaier B. Der Störfeld und seine Entstörung. Wege aus der Therapieresistenz. Hippokrates Verlag Stuttgart, 2005 (2. Auflage)
5. 7.Huneke F. Das Sekundenphänomen in der Neuraltherapie. 6. Edizione, Heidelberg: Haug Verlag; 1989
6. Barbagli P, Ceccherelli F. Possible etiopathogenic role of scars in chronic non malignant pain. Cases and case records. Minerva Med 2005; 96, 3 (suppl. 2): 15-23
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