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VISITARE CON LE MANI

Introduzione

I concisi tempi forzatamente riservati alle visite mediche, il tecnicismo esasperato ed una cultura medica carente hanno relegato la semeiotica nel più buio angolo dello scibile medico; il visitare con le mani non viene tenuto in considerazione.

Eppure la presa in carico dei pazienti prevede un contatto fisico che crea empatia e fiducia reciproca tra medico e paziente.

Il contatto è terapeutico

Il contatto con le mani è già una terapia e dissolve il muro psicologico di difesa che il malato interpone tra sé ed il medico.

In particolare l’auscultazione e la palpazione, ben eseguite, possono indirizzare il percorso diagnostico ottimizzando l’iter strumentale, permettendo peraltro una diminuzione del carico economico degli esami.

Palpazione nella patologia muscolo-scheletrica

Sopèrattutto nei dolori muscoscheletrici e pseudo viscerali benigni di origine vertebrale, la palpazione diviene un caposaldo della diagnosi, peraltro in assenza di evidenze strumentali.

Quando si manifestano tali disturbi è indispensabile una palpazione codificata da R.Maigne e dalla sua Scuola Parigina dell’ Hôtel Dieu e che può evidenziare la causa meccanica verbale di tali dolori: il DDIM (Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore).

Maigne e la sua Scuola hanno ridisegnato la mappa metamerica, consentendo una precisa localizzazione dei DDIM mediante una procedura palpatoria che predeve la ricerca della dolorabilità sottocutanea, muscolare, tendinea e periostea attraverso le seguenti manovre:

Manovre diagnostiche secondo Maigne

Pinzamento-rotolamento della cute e del sottocute,

Pressione-Frizione sui massicci articolari posteriori vertebrali, sui muscoli, sui tendini e le loro entesi, sul periostio, e pressione assiale e bilaterale sulle spinose vertebrali.

Questo esame palpatorio necessita di pochi secondi ad un medico esperto, ma fornisce precise indicazioni diagnostiche per discriminare la presenza di cause maggiori ( flogistiche, traumatiche, oncologiche) o minori (meccaniche) ed utilizzare approfondimenti strumentali mirati in maniera precisa e concordare con il paziente la successiva terapia, anche in accordo con gli specialisti cui eventualmente inviare il paziente.

Caso clinico esemplificativo.

Una paziente con storia di coliche biliari si sottopone ad un esame ecografico che non evidenzia patologie alle vie biliari. Ripete l’ecografia in corso di “ colica” ed anche questo esame è negativo per fatti patologici biliari.

Viene eseguito un esame palpatorio secondo Maigne dallo stesso ecografista che evidenzia la presenza di un DDIM T6-T7. Sottoposta la paziente ad una manipolazione manu medica mirata sul DDIM , avviene immediatamente la risoluzione della pseudo colica biliare.

Conclusioni

Moltissimi altri casi hanno avuto una diagnosi precisa da un semplice, codificato, riproducibile esame palpatorio.

Le mani rimangono il più importante mezzo diagnostico a cui il medico può ricorrere nella propria pratica clinica.

Sarebbe auspicabile che questo rapido esame torni a far parte del bagaglio diagnostico dei medici che ne trarranno maggiori soddisfazioni nella presa in carico dei pazienti.

A cura di: Stefano Alzeni

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