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Abuso di professione: naturopata condannato per abuso di professione

Un naturopata è stato condannato per esercizio abusivo della professione medica. La Corte di Cassazione ha affermato che “ciò che rileva ai fini dell'accertamento del reato di esercizio abusivo della professione medica non è il metodo scientifico adoperato, ma la natura dell'attività svolta. Ciò che caratterizza l'attività medica, per la quale è necessaria una specifica laurea e una altrettanto specifica abilitazione, è la DIAGNOSI, cioè l'individuazione di un'alterazione organica o di un disturbo funzionale, la 'profilassi', ossia la prevenzione della malattia, e la 'cura', l'indicazione dei rimedi diretti ad eliminare le patologie riscontrate ovvero a ridurne gli effetti. Sicché non ha rilievo la circostanza che queste tre componenti della professione medica siano effettuate in base a tecniche o metodi non tradizionali, come quelli omeopatici o naturopati, in quanto ciò che rileva è che siano poste in essere da soggetti che non hanno conseguito la prescritta abilitazione medica”.
Quindi è fuorilegge la diagnosi di qualsiasi tipo se eseguita da un non medico; ad es. la diagnosi iridologica che molti naturopati attuano è abuso di professione, come pure la diagnosi dei polsi se eseguita da un non medico. Il medico è abilitato a fare la diagnosi secondo i diversi metodi disponibili, scientifici o alternativi; un non medico non è abilitato a fare nessuna diagnosi, nemmeno secondo la medicina alternativa.
Questa è una sentenza rilevante per tutti i praticanti non medici della posturologia o dell'agopuntura che riporta ordine al suo interno. Ogni figura utilizzerà la conoscenza della posturologia per migliorare la propria pratica professionale e non per trasformarsi in medico. Così pure i fisioterapisti che intendono infilarsi nel mondo dell'agopuntura (già abbondantemente e abusivamente eseguita da molti di loro) attraverso la pratica del dry needling, metodo di stimolazione dei trigger points molto doloroso in grado di procurare sia lipotimie che collassi cardiocir-colatori per crisi vagali.

A cura di: Francesco Ceccherelli

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