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BILATERALITA’ UN MODO PREZIOSO PER COMPLICARE IL DOLORE

Biella Gabriele E.M.
Consiglio Nazionale delle Ricerche ,Dipartimento di  Medicina, Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare,Segrate (Mi)
 

La bilateralita’ rappresenta una forma di complessita’ strutturale che caratterizza la maggior parte degli individui del mondo animale. La bilateralita’ implicherebbe anche simmetria completa, fatto che non si manifesta. Mentre nel Sistema Nervoso Centrale la bilateralita’ e’ un dato forte, nel resto del soma si hanno manifestazioni di bilateralita’ alternanti: presente negli arti e nel costrutto toracico e addominale, non e’ presente nel comparto viscerale (altamente asimmetrico). Mentre nei vertebrati e’ valido il principio di bilateralita’ appena espresso, non lo e’ per gli invertebrati, nei quali si recuperano principi di asimmetria nell’espressione genica e nel posizionamento cellulare (si vedano I neuroni in caenorhabditis elegans).
 
Tornando al sistema nervoso centrale, l’asserto sulla bilateralita’ viene immediatamente inficiato quando si passi dalla osservazione superficiale ad una piu’ accurata ad esempio sulle formazioni dei giri sulla corteccia. La neuroanatomia funzionale poi, ha sancito una asimmetria generale per gli emisferi corticali a partire da Broca, il primo e uno dei piu’ flagranti esempi di asimmetria cerebrale.  Mescolato al concetto di asimmetria si annida pero’ quello di simmetria, un complementare necessario: le cortecce sensoriali sono per le due parti del soma in assoluta simmetria dinamica. Non sono simmetriche per quanto riguarda il lato funzionale con le predominanze differentemente distribuite tra lato dx e lato sn del SNC. In midollo spinale invece la simmetria rimane il tema dominante.
 
Quindi nell’asse longitudinale del sistema nervoso centrale si assiste ad un passaggio da un sistema simmetrico ad uno solo apparentemente simmetrico ma strutturalmente e funzionalmente asimmetrico, almeno per quanto riguarda I manti corticali. In effetti le strutture sottocorticali presentano una fondamentale strutturazione di simmetria. Il transito da simmetria ad asimmetria e’ comunque il dato dominante del sistema nervoso dei cordati ed in specie dei mammiferi.
 

Questi presupposti mostrano pero’ notevoli influssi sulle funzione del sistema nervoso. Una delle piu’ importanti e’ la elaborazione degli input sensoriali e la loro trasmissione e diffusione dalle strutture spinali a quelle corticali. In verita’ in generale uno stimolo sensoriale somatico e’ di per se asimmetrico venendo generato solo in lato del corpo. L’entrata in midollo segna una accentuata monolateralita’ dovuta alla preminente attivazione dei circuiti ipsilaterali. L’arrivo a strutture per quanto simmetriche in regioni sopraspinali, pero’ tende a ridurre la strigente (non assoluta) monolateralita’ dell’input midollare e produce una ridistribuzione meno squilibrata degli input tra I talami e tra talami e cortecce. Le regioni corticali di integrazione poi trasformano il quadro apparentemente semplice della monolateralita’ dello stimolo in una struttura geometrica altamente complessa in cui sembra necessaria una bilateralita’.
 
Gli input di tipo nocicettivo sono peculiari esempi di queste continue trasformazioni degli spazi di referenza all’interno del sistema nervoso. Oltra, naturalmente al fatto che una piccola percentuale di fibre del midollo (che tendono ad incrociare a livello spinale o bulbo-pontino) permangano ipsilaterali alla loro sorgente di input, si hanno altri meccanismi e circuiti, scoperti di recente, che rendono particolarmente complesso il quadro di elaborazione del segnale gia’ nelle stazioni spinali: di fatto sono state identificate molte connessioni spino-spinali che mettono in comunicazione i due lati del midollo e che aumentano il grado di finezza di elaborazione del segnale prima che questo venga inviato alle strutture sopraspinali. Queste vie quasi esclusivamente facilitatorie possono aggravare in modo drammatico la percezione degli input nocicettivi. La loro modulazione puo’ portare ad effetti sorprendenti che, evidenti nella clinica, trovano però una conferma negli studi sperimentali di neurofisiologia.
 
I dati che verranno presentati rendono infatti conto di come strutture eterolaterali con una neurochimica a base di aminoacidi eccitatori (es. acido glutammico) possano venire modulate riducendo un input eccitatorio su zone che mostrano una ipereccitabilita’ e una variazione stabile di soglia. Il risultato finale si tradurrebbe in una ridotta espressione dell’input verso le regioni sovraspinali con una potenziale riduzione dell’attivazione sopraspinale. 

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