+39 049 836 4121

Efficacia della neuralterapia nei pazienti con fibromialgia.

fibromialgia, dolore cronico, neuralterapia, Ceccherelli72 pazienti fibromialgici trattati con neuralterapia e esercizio fisico

Introduzione

Questo studio confronta l’efficacia della neuralterapia (insieme con l’esercizio fisico) su dolore, qualità della vita, depressione, ansia e stato funzionale in pazienti con diagnosi di sindrome fibromialgica (FMS).

Metodi

Questo studio multicentrico esamina 72 pazienti (60 donne e 12 maschi; età media di 39,2 anni; range da 22 a 53 anni), tutti con diagnosi di FMS secondo i criteri dell’American college of Rheumatology del 1990, trattati dal gennaio a giugno del 2015.

I pazienti

I pazienti sono stati suddivisi a random in due gruppi: il gruppo 1 (N=30) trattato con un programma di esercizi fisici, comprendente stretching, esercizi di potenziamento, tecniche di rilassamento e esercizi aerobici, per tre giorni alla settimana; il gruppo 2 (n=42) trattato con 6 sedute di neuralterapia una volta a settimana in aggiunta al programma del gruppo 1.

Valutazione dei risultati

Sono stati misurati il dolore mediante Visual Analog Scale (VAS), lo stato emozionale con la Beck Depression Scale (BDS) e la Beck Anxiety Inventory (BAI), la qualità della vita mediante test SF-36, e lo stato funzionale con il Fibromyalgia Impacy Questionnaire (FIQ).

Trattamento neuralterapeutico

IL trattamento neuralterapeutico è stato effettuato con lidocaina 0,5 %, mediante ponfi intracutanei con 0,1-0,2 cc di anestetico. I ponfi sono stati praticati sui punti più dolenti, in tutto il corpo. Altri ponfi sono stati effettuati 2 cm lateralmente ai processi spinosi vertebrali, intorno all’ombelico, nei punti di emergenza dei tre rami del trigemino, sulla tiroide, sulla sinfisi pubica, sullo sterno, sulle cicatrici cutanee.

Valutazione dei risultati

I pazienti sono stati valutati alla fine del trattamento (dopo 6 settimane) e un mese dopo la fine della terapia.

Risultati

La durata media della malattia è stata di 34.3 mesi, il VAS medio è stato 7.3, l’indice FIQ è stato 58.4.
Dopo la terapia c’è stato un miglioramento significativo di VAS, FIQ, SF-36, BDS, BAI, in ambedue i gruppi (p<0.05). BDS e VAS sono stati più bassi nel gruppo 2 (neuralterapia) (p=0.038; p=0.049; p=<0.05), mentre gli altri indici sono stati leggermente migliori (senza significatività) nel gruppo neuralterapia. Non c’è stata alcuna differenza significativa nei due gruppi un mese dopo la terapia (p>0.05).

Conclusioni

La neuralterapia, insieme con l’esercizio fisico, dà migliori risultati, anche se per breve durata, su dolore e depressione, in confronto con il solo esercizio fisico. Sono comunque necessari ulteriori studi, con un numero di pazienti e di sedute maggiori, e con protocolli terapeutici (procaina al posto di lidocaina, anestetico endovena, blocchi nervosi) diversi per capire in particolare i risultati della neuralterapia sul lungo periodo.

Commento del curatore

Essendo questo il primo studio degli effetti della neuralterapia sulla sindrome fibromialgica, è sicuramente molto interessante, anche se i risultati sono da considerare provvisori, ancorchè incoraggianti. Probabilmente gli stessi autori si attendevano risultati migliori, e per primi in fase di “Discussione” pongono alcune considerazioni critiche.

In particolare, in questo studio non è stata utilizzata la lidocaina endovenosa, che per il suo effetto generalizzato appare indicata in una malattia sistemica come la FMS. Alcuni studi infatti ne evidenziano le potenzialità in questo senso (Marks DM, Newhouse A. Durability of Benefit From Repeated Intravenous Lidocaine Infusions in Fibromyalgia Patients: A Case Series and Literature Review. Prim Care Companion CNS Disord 2015;17.; Schafranski MD, Malucelli T, Machado F, Takeshi H, Kaiber F, Schmidt C, et al. Intravenous lidocaine for fibromyalgia syndrome: an open trial. Clin Rheumatol 2009;28:853-5 ).

Un’altra critica è lo scarso numero di sedute: probabilmente, in una patologia cronica come la FMS, sei sedute sono poche per dare risultati che si mantengano a lungo. Secondo il curatore sarebbero più indicate almeno 10 sedute, in sedute bisettimanali, e magari programmare delle sedute, p. es. una al mese, di mantenimento. Inoltre, i puristi della neuralterapia classica probabilmente avrebbero preferito l’uso della procaina, considerata più efficace (anche senza il riscontro di studi seri di confronto fra le due molecole) della lidocaina, meno costosa e più facilmente reperibile.

Altnbilek T, Terzi R, Baaran A, Tolu S, Küçüksaraç S. Evaluation of the effects of neural therapy in patients diagnosed with fibromyalgia. Turk J Phys Med Rehab 2019;65(1):1-8
DOI: 10.5606/tftrd.2019.1931

A cura di Paolo Barbagli

Per leggere il full text: clicca qui

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *