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Un caso particolare: oftalmopatia ed agopuntura.

elettroagopuntura, esoftalmo, oftalmopatia tiroideaOftalmopatia tiriodea ed elettroagopuntura intraorbitale: case report.

Introduzione

Da alcuni lavori presenti in letteratura sembra che l’elettroagopuntura intraorbitale (IEA) sia efficace nel trattamento dei disturbi della motilità oculare in pazienti affetti da oftalmopatia correlata a tireopatia (TAO). Ciononostante solo raramente essa viene citata ed impiegata nel trattamento dell’esoftalmo. In questo report viene discusso un caso in cui l’applicazione di questa metodica è risultato efficace.

Case report

Il soggetto in questione era un uomo di 54 anni cui era stato diagnosticato un ipertiroidismo quattro anni prima e che era stato sottoposto a terapia con I131 con risultati del tutto insoddisfacenti e con progressione di malattia a livello oculare (incremento dell’edema palpebrale nonostante la terapia antitiroidea), deficit visivo e importante diplopia. Una TAC ha confermato il grave quadro di compromissione dell’apparato periorbitale (tessuti molli e muscoli estrinseci oculari) ed, in condeguenza,  i medici hanno proposto al paziente la terapia chirurgica decompressiva che lo stesso però ha rifiutato. Per questo  motivo hanno, quindi, proposto al paziente il trattamento alternativo mediante IEA che il paziente ha acettato.

Trattamento

I medici hanno eseguito l’IEA utilizzando aghi per agopuntura (25,0 mm di lunghezza, 0,20 mm di diametro) inseriti in corrispondenza della proiezione cutanea dei muscoli extraoculari (Tongziliao – GB1, Jingming – BL1 e Cuanzhu – BL2) per una profondità di inserzione di circa 20 mm e li  hanno elettrostimolati per 30 minuti al giorno (corrente elettrica di 0,5 mA, frequenza di 2 Hz); durata del ciclo di trattamento: 15 giorni.

Risultati

Al termine del trattamento la diplopia, la chemosi e la congiuntivite risultavano nettamente migliorate, così come l’acutezza visiva (da VS 0.2, VD 0.8 a VS 0.4, VD 1.0). Miglioramento significativo si era verificato anche per il lagoftalmo mentre nessuna variazione si era verificata relativamente all’edema palpebrale e la proptosi.

Discussione

In questo case report l’IEA si è dimostrata efficace nella cura dell’oftalmopatia di origine tiroidea. L’esatto meccanismo alla base degli effetti curativi dell’IEA non è noto. Si ipotizza (Raychaudhuri et al.) che l’effetto risieda nella capacità di ridurre i tassi di prostaglandina E2 (PGE2) e interleuchina 6 (IL-6). Lee e Lee hanno dimostrato che l’elettroagopuntura può ridurre efficacemente i livelli di PGE2 nel siero e nelle urine. Pertanto, il meccanismo attraverso il quale l’IEA può incidere sui sintomi dell’oftalmopatia di origine tiroidea potrebbe essere dovuto, con buona probabilità, alla inibizione della produzione di PGE2 a alla diminuzione dell’espressione di IL-6.

Intraorbital Electroacupuncture Therapy for Thyroid?associated Ophthalmopathy
Ling Yun Zhou, Chang Su, Xue Mei Li, Tie Juan Liu, Ming Zhao, Chin Med J (Engl). 2017 Aug 5;130(15):1884-1885. doi: 10.4103/0366-6999.211546.

A cura di: Mario Biral
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