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I MEDICI DELLA MEDICINA ORTOPEDICA E MANUALE A SCUOLA DI POSTUROLOGIA

Nel week end dal 20 al 22 Aprile ultimo scorso presso l’auditorium della Croce Verde di Padova a cura  dell’A.I.R.A.S. e del CIES-ITALIA  il Dottor Bernard Bricot , Posturologo di fama internazionale, ha tenuto il primo Seminario del Corso di Formazione in Posturologia. Quest’anno ci siamo iscritti Giovanni Asero, Corrado Balzan ed il sottoscritto, oltre ad un nutrito numero di Colleghi Esperti in Medicina Ortopedica e Manuale ex allievi dei nostri Corsi. Ci ha spinti a questo passo il doveroso rispetto dei Colleghi Posturologi ( tra i quali i Tutors Dott. Lina Azzini e il Dott. Paolo Fusaro, allievi di Bricot e che hanno frequentato il corso di Medicina Ortopedica e Manuale, oltre al Prof. Ceccherelli) i quali più volte ci avevano consigliato questo incontro con la loro Disciplina. Personalmente mi ha motivato anche l’osservazione di vari casi clinici nei quali, nonostante l’impegno, il risultato terapeutico della Medicina Manuale non è stato risolutivo, ma solo temporaneo. Dall’ insegnamento dei Maestri dell’Hotel Dieu e dall’ esperienza personale so che la cura dei DDIM attivi ed inattivi è in grado di ripristinare anche una corretta postura e spesso questo ripristino è prolungato e mantenuto nel tempo; è per i casi recidivanti che chiedo aiuto alla Posturologia.  Il corso cui ho assistito, magistralmente condotto da Bricot, con valide chiarificazioni da parte del Dott. Massimo Rossato, al di là di alcuni aspetti che meritano approfondimenti ed ulteriori spiegazioni (ma siamo appena al primo seminario !) ha stimolato a prendere in considerazione aspetti morfofisiostrutturali fino ad ora non sufficientemente approfonditi, in particolare le correlazioni tra l’appoggio podalico e l’orizzonte visivo e le ripercussioni sul rachide . Sono aperto alla possibilità che il DDIM recidivante possa essere evitato se si attua una buona riporogrammazione posturale globale; naturalmente trarrò le mie conclusioni solo alla fine di tutti gli altri tre seminari ove spero di veder chiariti gli inevitabili dubbi e di correggere pregiudizi dettati dalla mia non sufficiente conoscenza della materia. Mi riservo di valutare meglio l’affermazione che la riprogrammazione posturale globale sia in grado di risolvere i DDIM: a mio modo di vedere non è giustificato un percorso terapeutico lungo quando esiste una via molto più breve e soddisfacente che è quella del trattamento manipolativo.

A cura di S. Alzeni

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