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LA PELLE IN MEDICINA MANUALE

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Pincè-rouler nella diagnosi del DDim

Introduzione

La pelle, organo riccamente innervato, è un’interfaccia non solo con il mondo esterno, ma anche con il mondo interiore, osteo-articolare, muscolare e viscerale, che si proietta su di essa e che si esprime e si manifesta con essa.

La pelle vettore di informazioni

Essa è il limite spaziale del corpo; è un rivestimento di recettori, fatto di uno strato superficiale “essiccato” al contatto con l’aria, che impone una ricrescita epidermica continua (vera barriera contro le infezioni); essa ha un “sotto-suolo” ricco di recettori, capaci di trasmettere informazioni ai due mondi, esterno ed interno.

Organo multifunzione

la pelle va considerata come organo capace di adempiere a diverse modalità di funzionamento, e più precisamente, come:
1) Pelle Esterocettiva:il contatto primordiale
2) Pelle Propriocettiva:il goniometro cutaneo
3) Pelle Enterocettiva:lo specchio viscerale
4) Pelle Omeostasica:i punti neuro-muscolari
5) Pelle Rigenerante:la cicatrizzazione

Gli antesignani

Tutto ciò a conferma che le intuizioni di alcuni decenni fa , prima di Henri Jarricot (con la sua ricerca dei loci dolorosi cutanei attraverso il palper-rouler) e dopo di Robert Maigne ( con la ricerca della cellulalgia attraverso il pincè-rouler ,quale segno periferico del DDIM), erano giuste ed attuali;

Ben sapeva, infatti, R. Maigne , come dall’attenta analisi dei segni periferici della cute e del sotto-cute, si poteva risalire all’origine dell’affezione clinica, e per questo mise a punto una semeiotica originale, affidabile, ma soprattutto riproduttibile e trasmissibile.

Conclusioni

Grazie a tutto ciò,  il medico esperto in Medicina Manuale, è in grado di porre una diagnosi più precisa, ma anche di trattare il paziente in un modo più completo.

Pertanto è indispensabile che, ancor più oggi, la Medicina Manuale riservi alla cute un posto preponderante, così come merita; essa è sì l’organo più superficiale del nostro corpo, ma certamente anche il più “profondo”.

A cura di Giovanni Asero

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