+39 049 836 4121

LA STIMOLAZIONE CONTROLATERALE NELLA NEVRALGIA TRIGEMINALE

M. Rossato, F. Ceccherelli, B. Bricot
CIES – Italia
 

Una problematica importante nell’approccio clinico del paziente con lesione trigeminale riveste la comprensione del fenomeno della sofferenza al dolore.
La sensazione nocicettiva è data dalla attivazione delle fibre recettoriali, alla modulazione periferica ed alla conduzione fino al SNC ove avviene una elaborazione più complessa.

La sensazione dolorosa può, come dopo un trauma acuto o post operatorio, essere molto intensa e disabilitante, ma poco associata a sofferenza intensa ed a comportamenti dolorosi; oppure, al contrario, nel caso del dolore cronico, i comportamenti dolorosi del paziente servono per comunicare socialmente il proprio dolore, la difficoltà lavorativa, la alterata loro integrità fisica e psichica, e che questa loro esperienza crea un disagio insopportabile che rende conto della grande sofferenza.

Tutti i pazienti erano sofferenti di dolore neuropatico che si verifica quando è presente un danno al tessuto nervoso periferico; tuttavia è importante capire che il dolore neuropatico periferico sarebbe sostenuto da differenti meccanismi fisiopatologici: questi stati dolorosi gradualmente diverrebbero centralizzati a causa dell’effetto eccitotossico sugli interneuroni inibitori delle corna dorsali del midollo spinale; il ruolo del simpatico dipenderebbe così dal tipo di lesione e dall’evoluzione temporale.
Fin dal 1967 la stimolazione del midollo spinale per il controllo del dolore ha trovato il suo presupposto dalla più alta concentrazione di fibre A-delta e che stimolandola, in accordo con la teoria di Melzack e Wall, poi più volte arricchita negli anni di nuove conoscenze, si provocherebbe l’inibizione delle fibre C, e quindi della trasmissione nocicettiva a livello segmentale.

Si ritiene che i punti di agopuntura siano dei punti di più alta densità di recettori della nocicezione e quindi su ciò si basa il razionale della loro scelta già ampiamente documentato.
I pazienti sono stati trattati mediante infissione degli aghi in sede controlaterale e successiva stimolazione elettrica con apparato elettronico a corrente costante, ed onda quadra bifasica a risultante uguale a zero.   Il trattamento viene fatto da un medico agopuntore con la cadenza di 1 volta a settimana per 20 minuti, inizialmente per almeno 10 sedute e poi rivalutato.
A casa è stata suggerita una terapia farmacologia. Il dolore è stato misurato mediante VAS (Visual Analog Scale) e successivamente è stata condotta la valutazione statistica. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *