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CASE REPORTIL DOLORE PRESENTE LARTO ASSENTE

Mosna Silvano
U.O. Anestesia e Terapia Intensiva, Servizio Agopuntura, Ospedale S. Chiara, Direttore: dott. E. Geat, TRENTO

Paziente maschio di anni 52. Inviato dallo specialista ortopedico. All’età di 22 anni subì amputazione al 1/3 medio del femore sinistro. Da subito lamentò i sintomi della sindrome dell’arto fantasma. A periodi di benessere seguivano riacutizzazioni specie in prossimità di modificazioni meteorologiche: l’avvicinarsi di una perturbazione era preannunciato da notti insonni con dolori anche a 10 SNV.

Spesso una persona amputata è portata verso la ricerca di esperienze emozionali che permettano di ricollegarsi a quella percezione psico-fisica del sé quale l’individuo se l’era costruito prima del trauma. Grazie alla collaborazione con un’officina ortopedico-protesica con la quale progettare protesi specifiche, il paziente continuò a dedicarsi a quegli sport ai quali si dedicava in passato, come il ciclismo, lo sci da fondo e l’alpinismo.

Al momento della nostra osservazione lamenta una riacutizzazione che da due mesi lo tormenta con dolore continuo e che presenta picchi massimi di notte (SNV 8-10), con conseguente insonnia. Dopo 25 giorni di assunzione di Pregabalin a dosaggio di 600 mg/die senza alcun beneficio, il paziente interrompe il trattamento. Ricorre a Paracetamolo per os al bisogno o a  Diclofenac i.m. a seconda dell’intensità del dolore. Lo scoramento è soprattutto relativo al fatto che da tempo sta progettando una spedizione alpinistica che gli richiede il massimo in quanto a condizione psicofisica.

Il dolore che riferisce è ben localizzato come se provenisse dal dorso del piede amputato, tra il 2° e il 3° dito.
Programmiamo stimolazioni in elettroagopuntura a cadenza settimanale. Ad ogni seduta vengono posizionati 5 – 6 aghi e si applica un’elettrostimolazione a 16 Hz, intensità crescente regolata dalla soggettività del paziente (mai dolorosa), sul punto 2 F in associazione con 31 ST o con 41 ST. Come è evidente la stimolazione non può che riguardare l’arto controlaterale, ed in questi casi è un po’ come ispirarsi a Cristoforo Colombo nel suo cercare di raggiungere l’oriente facendo rotta ad occidente.
Dopo la seconda seduta il paziente riferisce 2 giornate con 8 sulla SNV, ma i rimanenti giorni della settimana trascorsi senza sintomo: questo dopo un periodo di due mesi di sofferenza continua. Dalla terza seduta l’assunzione di FANS diventa occasionale. Il riposo notturno migliora. Permane il fastidio; si alternano giornate di benessere e riacutizzazioni occasionali notturne (SNV7), seguite immancabilmente da temporali estivi nell’arco di 48h.

Consapevoli della cronicità della situazione, a termine trattamento (9 sedute) entrambi concordiamo sul risultato raggiunto che quantifichiamo in un sollievo dal sintomo di circa il 50% rispetto all’inizio della terapia. Nelle consegne finali al paziente lascio spazio ai possibili miglioramenti che possono essere riferibili alle modifiche neurorecettoriali a più lenta insorgenza.
Il contatto telefonico per il follow-up ad un mese e mezzo è preceduto dall’arrivo di una cartolina raffigurante il Nevado Alpamajo 5947m slm, nella Cordillera Blanca in Perù. Al telefono il paziente ci comunica di essere riuscito a portare a termine un’impresa che anche per un alpinista con entrambe le gambe risulta impegnativa. In tutta la durata della spedizione non ha perso una notte per il suo sintomo. Niente dolore nemmeno al ritorno.
Il benessere soggettivamente percepito si è poi protratto per un periodo di circa 3 mesi. Occasionali le riacutizzazioni, ben gestibili con farmaci assunti al bisogno.
Il paziente è già in lista d’attesa per ripetere un nuovo ciclo di stimolazioni.

Bibliografia

Dhond RP, Kettner N, Napadow V. Neuroimaging acupuncture effects in the human brain. J Altern Complement Med 2007 Jul-Aug; Vol. 13 (6), pp. 603-16.
Laxmaiah Manchikanti, Vijay Singh. Managing Phantom Pain. Pain Physician. 2004;7:365-375. 

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