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PRINCIPI DI MOBILIZZAZIONE/MANIPOLAZIONE DELLE ARTICOLAZIONI PERIFERICHE

Le tecniche di mobilizzazione/manipolazione articolare periferica sono alla base dei trattamenti delle disfunzioni articolari periferiche e possono essere applicate in numerose patologie articolari e abarticolari che si accompagnano spesso ad una perdita del gioco articolare normale.
Fra le varie tecniche di mobilizzazione articolare periferica bisogna distinguere le tecniche con impulso e le tecniche senza impulso; le prime tendono a creare una stimolazione propriocettiva che spezza il circolo vizioso dello spasmo doloroso d’ordine riflesso, liberando in questo modo la mobilità articolare. Le seconde invece tendono a recuperare una mobilità articolare normale tramite una mobilizzazione dolce.
Il movimento delle superfici articolari di una articolazione comporta un rotolamento accompagnato da uno scivolamento delle superfici stesse. Nella patologia si osserva che la perdita dello scivolamento articolare precede quella del rotolamento.Solo restituendo il movimento di scivolamento possiamo recuperare la mobilità persa dell’articolazione.
Una limitazione del movimento può essere legata ad una retrazione muscolare, ad una retrazione capsulare ,o ad una patologia cartilaginea. Queste tre situazioni portano ad una identica conseguenza , quella cioè di una messa in compressione delle superfici articolari e dunque di una perdita di scivolamento e di gioco articolare normale.
Questa perdita di mobilità articolare può essere trattata con mobilizzazioni in trazione ed in traslazione. La trazione provoca la separazione delle superfici di un segmento articolare e si esegue perpendicolarmente al piano di trattamento, mentre che la traslazione si eseguirà rispettando la regola della convessità e della concavità articolare, determinata dalla forma stessa delle superfici articolari.
In pratica dopo aver posto l’articolazione da mobilizzare nella posizione di massimo confort e riposo per ottenere la libertà articolare più importante, si esegue una presa la più prossima all’articolazione in modo da immobilizzare il capo articolare prossimale ed a mobilizzare il capo articolare distale effettuando una traslazione/scivolamento. La mobilizzazione non deve essere troppo aggressiva , ma al contrario dolce e progressivamente più ampia ed il senso della mobilizzazione sarà stabilito rispettando la regola del non dolore e del movimento contrario. La manovra sarà eseguita in maniera dolce e ripetuta più volte fino ad ottenere il massimo grado di escursione articolare, senza mai oltrepassare i limiti fisiologici ed anatomici del movimento.

A cura di Giovanni Asero

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