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Rodiola – Rhodiola rosea

Si tratta di una pianta medicinale nota già ai tempi di Discoride e Galeno che la medicina popolare impiega per molti disturbi di origine psichica (1). Contiene un glucoside fenilpropanoide (salidroside), terpenoidi, acidi fenolici e altri. Sia i fenilpropanoidi che i terpenoidi sembrano essere fra i principali responsabili delle proprietà adattogene di questa pianta, proprietà che sembra oramai sufficientemente documentata, almeno su numerosi modelli animali. Numerosi studi sperimentali, infatti, hanno evidenziato che gli estratti di radice aumentano la resistenza contro vari stressor siano essi fisici (calore), chimici (metalli pesanti) che biologici (stress ossidativo). In ogni caso, sempre su modelli animali, la radice di rodiola sembra in grado di avere azione antiaritmica ed anche effetti positivi  sull’ apprendimento. Alcuni dati preliminari mostrano anche proprietà antitumorali, sempre – ovviamente –  su alcuni modelli sperimentali. In ogni caso l’uso tradizionale di questa radice è per le astenie, le situazioni di stress, l’ansietà, i disturbi della memoria. Il dosaggio consigliato per la polvere della radice essicata  è di 1-2 grammi da 2 a 3 volte al giorno. Vediamo di seguito alcuni interessanti articoli apparsi negli ultimi anni. Nel lavoro di Kosanovic  (2) si ipotizza che la rodhiola possa essere una pianta utile nel trattare l’ipertensione polmonare. Gli autori, pur ricordando che si tratta solo di un ipotesi, sottolineano che questa droga migliora il pH come dimostrato in ratti cronicamente ipossici. Questo effetto è legato alla regolazione di diversi fattori fra cui endotelina 1, Ossido Nitrico, fattore di crescita dell’ endotelio, enzima convertente l’angiotensina, fattore nucleare kB, TNF alfa e interleuchina 6. Le alterazioni di questi mediatori sono implicati nella patogenesi del pH che si ritrova in diverse condizioni tra cui la vasocostrizione polmonare, vasoproliferazione e infiammazione vascolare. Un composto estratto dalla Rodiola, il Salidroside è stato trovato avere effette  benefici nelle alterazioni sperimentali del pH
Nello studio sperimentale di  Diwaker (3) si è studiato l’effetto dell’ estratto sui linfociti umani infettati con Virus dengue. La Rodiola stimola RIG (retinoic acid-inducible gene) e MDA (proteina associate alla differenziazione del melanoma) ed determina una risposta immune contro l’infezione del  Virus dengue. In particolare  induce aumento della produzione di interferone beta ed altre citochine che includono IL 1beta, TNF alfa, IL 6 ed IL8 nelle cellule infettate. Inoltre up regola IF 2 alfa fosforilato e NF kb. Inoltre aumenta le cellule Natural Killer. Presi assieme i risultati suggeriscono che la rodiola induce attivazione di quei segnali che determinano una risposta immune contro il virus dengue e potrebbe essere una nuova strategia per controllare l’infezione.
Nello studio di Niu (4) si ricorda che l’ adattogena rodiola ha dimostrato aumentare  la beta endorfina per abbassare la pressione sanguigna. In questo studio gli autori investigano sulla azione antidiabetica in ratti resi tali con streptozotocina.  A questo scopo era analizzato il glucosio plasmatico ed analizzata la beta endorfina plasmatica. L’adrenalectomia dei ratti diabetici era utilizzata per valutare il ruolo della beta endorfina. I risultati dimostrano che l’estratto acquoso di rodiola abbassa, in modo dose dipendente, la glicemia nei ratti diabetici e che questa azione è antagonizzata da ciprodime, un bloccante dei recettori per gli oppioidi. Allo stesso modo si osserva un aumento nel plasma della beta endorfina. L’abbassamento della glicemia da estratto acquoso di rodiola era attenuato dall’adrenalectomia bilaterale. Inoltre la continua somministrazione di estratto acquoso per 3 giorni nei ratti diabetici determinava un aumento dell’ espressione del trasportatore per il glucosio subtipo 4 nella muscolatura scheletrica ed una marcata riduzione di fosfoenolpiruvato carbossi chinasi nel fegato. Questi effetti erano pure inibiti dal blocco dei recettori per gli oppioidi. Presi assieme quest effetti suggeriscono che l’estratto acquoso di rodiola migliora l’iperglicemia aumentando la secrezione di beta endorfine dalla ghiandola surrenale attivando il recettore mu per gli oppioidi nei ratti resi diabetici
Nello studio di Gospodaryov (5) eseguito sulla drosophila melanogaster si evidenzia che la supplementazione alimentare con rodiola non solo aumenta la durata della vita ma anche ritarda il declino della attività fisica legato alll’invecchiamento ; inoltre  aumenta la resistenza allo stress. In realtà tutti queste variazioni dipendono anche dal bilancio dei macronutrienti alimentari.

Bibliografia

1: E. Sangiorgi Fitoterapia. Cea Ed, 2007 Milano
2. Kosanovic D1, Tian X, Pak O, Lai YJ, Hsieh YL, Seimetz M, Weissmann N, Schermuly RT, Dahal BK. Rhodiola: an ordinary plant or a promising future therapy for pulmonary hypertension? a brief review. Pulm Circ. 2013 Sep;3(3):499-506.
3. Diwaker D1, Mishra KP, Ganju L, Singh SB. Rhodiola inhibits dengue virus multiplication by inducing innate immune response genes RIG-I, MDA5 and ISG in human monocytes. Arch Virol. 2014 Mar 4.
4. Niu CS, Chen LJ, Niu HS. Antihyperglycemic action of rhodiola-aqeous extract in type1-like diabetic rats. BMC Complement Altern Med. 2014 Jan 13;14:20.
5. Gospodaryov DV, Yurkevych IS, Jafari M, Lushchak VI, Lushchak OV1. Lifespan extension and delay of age-related functional decline caused by Rhodiola rosea depends on dietary macronutrient balance. Longev Healthspan. 2013 Apr 2;2(1):5

A cura di: Maurizio Corradin

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