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Stimolazione controlaterale nel dolore neuropatico postchirurgico. Caso clinico.

La stimolazione controlaterale si dimostra sempre il mezzo terapeutico più utile nel dolore neuropatico. E’ vero che già nella Cina antica veniva previsto un utilizzo controlaterale della stimolazione; ma si trattava di raccomandazioni non strutturate e poco seguite.

La nostra Scuola già dal 1990 ha individuato l’importanza di questo tipo di stimolazione partendo dall’assoluta impossibilità di stimolare omolateralmente i punti locali di pazienti affetti da nevralgia del trigemino. E si deve al sottoscritto se si è provato, prima nelle nevralgie facciali, poi nella cefalea a grappolo e poi nell’ernia discale con deficit neurologico sensitivo-motorio la stimolazione omometamerica controlaterale. Già da qualche anno è comparso qualche lavoro su questo topic cui, amcora, non viene attribuita la giusta importanza. Vi riporto un caso clinico interessante che mi è occorso tempo fa.

Paziente

Paziente maschio di 53 anni operato due anni or sono di lobectomia polmonare inferiore sx per addensamento parenchimale di un linfoma non Hodgkin con reperto consensuale di un micetoma da Aspergillum. Nei mesi successivi è insorto un dolore da deafferentazione all’emitorace sx con allodinia meccanica severa.

Trattamento precedente

E’ stato sottoposto a terapia del dolore con scarsa efficacia con i seguenti farmaci che sono stati somministrati in tempi diversi e poi sospesi:
-Coefferalgan
-Transtec 35
-Contramal SR 100
-Tralodie
-Elopram
-Durogesic 50
-Catapresan TTS
-La nsoprazolo
-Laroxyl

In occasione della visita il paziente assumeva i seguenti farmaci:
-Cymbalta 30
-Lyrica 150 al mattino e 75 alla sera
-Nicetile500 x3
-En 5 gh al mattino e15 alla sera
-Xatral 10 mg 1 cp
-Adamon 200 mg (tramadolo a rilascio prolungato)

Situazione clinica

Il suo dolore era di intensità moderata (7 parole e 14 score totale sul Mc Gill pain questionnaire) in quanto parzialmente controllato dai farmaci che però avevano determinato un notevole calo del performance status che si attestava sul valore di 60/100 del test di Karnovsky (Richiede saltuaria assistenza ma è autonomo per la maggior parte del tempo). Non poteva più guidare, aveva ridotto l’orario di lavoro a 4 ore giornaliere, aveva sonnolenza e astenia e aveva ipersonnia.

Terapia

La terapia farmacologia è stata ridotta progressivamente, con:
-Lyrica 75 1 per 3
-Cymbalta 30 1 cp
-Laroxyl 1 gh

Sospesi i restanti farmaci: En gocce, Adamon e Xanax.

Risultati

E’ stato trattato con elettroagopuntura controlaterale con due aghi omometamerici ai margini della ferita: Fegato 14 e Vescica 14 con tre sedute settimanali.

La seduta dura 25 minuti, gli aghi sono infissi profondamente a livello muscolare e vengono stimolati con una microcorrente di 15 Hz di intensità compresa fra 2 e 10 mAmp.

Dopo 5 sedute il paziente non presenta più allodinia meccanica, alla settima seduta il dolore si è ridotto quasi del tutto ed ha iniziato a diminuire il pregabalin.

Alla decima seduta ha recuperato 30 punti sul test di Karnovsky (da 30 a 90) , può guidare e può lavorare già 6 ore al giorno. Al controllo del mese e dei tre mesi non aveva dolore.

Ha interrotto Laroxyil e Lyrica, ho consigliato di assumere il cymbalta 30 mg per circa due mesi.

Francesco Ceccherelli

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