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Acquapuntura più potente dell’agopuntura?

agopuntura, riflessoterapia, acquapuntura

L’attività neuronale è stimolata dall’iniezione di sostanza liquida nel punto Zusanli (ST36): possibile meccanismo dell’acquapuntura.

Introduzione

L’ acquapuntura è una tecnica di agopuntura modificata ed sembra generalmente acquisito che essa abbia un maggiore effetto terapeutico della sola agopuntura a causa della combinazione dell’ effetto ago e l’effetto farmacologico delle sostanze iniettate. Tuttavia, ad oggi, i meccanismi alla base degli effetti della acquapuntura rimangono poco chiari. Abbiamo ipotizzato che sia il cambiamento della configurazione spaziale locale che la stimolazione del substrato dell’ acqua puntura potrebbero attivare lo spike  neuronale.

Metodi

Quindi sono state iniettati  veleno d’api, soluzione salina normale, e vitamine B1 e B12 in un punto Zusanli (ST36) come substrato di acquapuntura, mentre un ago secco è stato inserito nell’altro ST36 come controllo.

Risultati

Dopo acquapuntura, i neuroni attivati esprimenti proteine c Fos sono stati osservati principalmente nel corno dorsale del midollo spinale in segmenti lombari L3-L5, con la distribuzione quasi identica tra tutti i gruppi. Tuttavia, l’iniezione di veleno d’api ha indotto significativamente più neuroni esprimenti proteine c Fos rispetto agli altri substrati.

Discussione

Sulla base di questi dati, suggeriamo che i cambiamenti nella configurazione spaziale del punto terapeutico attivano il segnale neuronale e che il veleno d’api può rafforzare ulteriormente questa attività neuronale. In conclusione, i meccanismi per gli effetti dell’ acquapuntura sembrano essere le modifiche alla configurazione spaziali che si verificano all’interno del punto terapeutico e la capacità dei substrati iniettati di stimolare l’attività neuronale.

Neuronal Activity Stimulated by Liquid Substrates Injection at Zusanli (ST36) Acupoint: The Possible Mechanism of Aquapuncture. Chen CY, Lin CN, Chern RS, Tsai YC, Chang YH, Chien CH. Evid Based Complement Alternat Med. 2014;2014:627342. doi: 10.1155/2014/627342.

A cura di: Francesco Ceccherelli

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