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AGOPUNTURA VS NEURALTERAPIA NEL TRATTAMENTO DELLE CEFALEE: STUDIO RETROSPETTIVO CON FOLLOW-UP DI 4 ANNI

La neuralterapia nasce in Germania negli anni ’20, ad opera dei fratelli Walter e Ferdinand Huneke, trattando fortuitamente una loro sorella, che soffriva proprio di una grave forma di emicrania, con una endovenosa di un anestetico locale, la procaina.
Sulla base delle intuizioni ed esperienze maturate negli anni successivi dai fratelli Huneke, si viene costruendo un ricco corpus teorico-pratico sull’uso terapeutico della procaina e di altri anestetici locali, soprattutto la lidocaina, in una gran quantità di patologie, comprese le cefalee e altre algie del capo come p. es. la nevralgia del trigemino, del glossofaringeo, del nervo occipitale, e mediante numerose tecniche mutuate da altre specialità mediche, come p. es. i blocchi nervosi anestetici, le iniezioni intraarteriose, le intraarticolari, i ponfi e le iniezioni intramuscolari nei punti trigger e/o di agopuntura.
La cefalea, sia emicranica che tensiva che a grappolo, è una possibile indicazione della neuralterapia (denominata anche terapia neurale, in particolare nei Paesi di lingua spagnola) secondo i principali testi (Dosch, Barop, Fischer, Weinschenk) e i pochi studi in letteratura, comunque tutti concordanti sulle potenzialità terapeutiche di questa tecnica, sia quando usata come riflessoterapia, mediante ponfi e/o intramuscolari nei segmenti adiacenti, o sui vasi e plessi nervosi afferenti (tecniche (terapia segmentale), sia quando usata come ricerca del “campo perturbante” (cicatrici, denti, tonsille le strutture più frequentemente interessate, ma anche altri organi o strutture anatomiche) quale possibile causa di patologie croniche a distanza.
Per analizzarne le possibilità terapeutiche nelle cefalee è stato pertanto effettuato uno studio di confronto con una tecnica simile ma più studiata come l’agopuntura, considerata efficace sia nelle cefalee muscolo-tensive che in quelle emicraniche.
Da una casistica retrospettiva dei casi di cefalea trattati con le due metodiche in oggetto dal 1982 al 31 luglio 2008, vengono esaminati due gruppi di casi, 129 trattati con ago a secco (agopuntura cinese) e 21 mediante neuralterapia secondo Huneke.
Il sesso è stato maschile in 24 casi (22,9 %) nel gruppo “agopuntura” e in 2 casi (10,5 %) nel gruppo “neuralterapia” (P=ns), l’età media è stata, rispettivamente, di anni 43,2 ± 14,7 (range 16-90) e 50,2 ± 12,2 (range 19-68) (P<0,05), la durata media del dolore è stata di 10 anni e 5,4 mesi (± 156,2 mesi) e di 17 anni e 6,8 mesi (± 181,2 mesi) (P<0,05), la durata della terapia è stata di 48,8 giorni (± 48,6) e di 25 (± 25,1) (P<0,05), il numero delle sedute è stato di 7,1 ± 4,5 (range 1-20) e di 6,6 ± 4,5 (range 1-19) (P=n.s.). Al termine della terapia, il miglioramento soggettivo percentuale (%PRS = percentuale di pain relief soggettivo) è stato del 67,7 % (± 30,8) nel gruppo “agopuntura” e del 58,6 % (± 42,7) nel gruppo “neuralterapia” (P=n.s.). Dopo 6 mesi, i risultati erano del 45,7 % (± 42,9) (N=97) nel gruppo agopuntura, e del 45 % (± 41,7) (N=16) (P=n.s.) nel gruppo neuralterapia, dopo 1 anno del 32,6 % (± 42,6) (N=87) e del 39,3 % (± 43,3) (N=15) (P=n.s.), dopo 1 anno e 6 mesi del 21,2 % (± 37,9) (N=81) e del 31,5 % (± 41,1) (N=13) (P=n.s.), dopo 2 anni del 19,7 % (± 36,8) (N=78) e del 31,5 % (± 41,1) (N=13) (P=n.s.), dopo 2 anni e 6 mesi del 17,8 % (± 35,4) (N=76) e del 31,5 % (± 41,1) (N=13) (P=n.s.), dopo 3 anni del 12,2 % (± 30,7) (N=71) e del 20,1 % (± 35,5) (N=11) (P=n.s.), dopo 3 anni e 6 mesi dell’11,8 % (± 30,7) (N=69) e del 30,9 % (± 35,5) (N=11) (P=n.s.), dopo 4 anni del 12,2 % (± 31,1) (N=67) e del 20,9 % (± 35,5) (N=11) (P=n.s.). Considerando un altro indice di efficacia antalgica, il tempo medio di persistenza del risultato (TMPR?2a) (in quei casi che hanno avuto un risultato positivo e un follow-up di almeno 2 anni) è risultato di 1 anno e 8 mesi (± 28 mesi) (N=71) nel gruppo agopuntura, di 3 anni e 5,2 mesi (± 40,3 mesi) (N=10) nel gruppo neuralterapia (P<0,05). fig1barba

CONCLUSIONI. Dai dati sopra elencati si evince che il gruppo “neuralterapia” è decisamente meno numeroso rispetto a quello “agopuntura”, ma consente comunque un raffronto anche statistico dei dati; che il gruppo “neuralterapia” è più anziano e con durata del dolore maggiore, ambedue dati prognosticamente sfavorevoli; più lunga è anche risultata la durata della terapia per il gruppo “agopuntura”, mentre sono invece comparabili il numero delle sedute.
In quanto ai risultati, dal punto di vista statistico, considerando la “percentuale di pain relief soggettivo”, non vi sono differenze tra i due gruppi; nel follow-up, dopo 1 anno e fino ai 4 anni considerati, i risultati antalgici del gruppo “neuralterapia” sono comunque superiori: solo l’esiguità dei casi trattati con neuralterapia impedisce differenze statisticamente significative; considerando la persistenza del risultato mediante il TPMR?2a, i risultati del gruppo “neuralterapia” durano più o meno il doppio di quelli del gruppo “agopuntura”, ed in modo statisticamente significativo.
Nonostante l’esiguità nel numero dei pazienti trattati con neuralterapia, tale metodica in questo studio sembra pertanto avere la stessa efficacia dell’agopuntura nel breve periodo, mentre sembra più efficace a distanza; tali risultati confermano sostanzialmente i risultati di analoghi studi di confronto degli stessi Autori su altre patologie (cervicalgie, lombalgie e periartriti scapolo-omerali, nonché uno studio cinese; tali risultati, sia pure incoraggianti per la neuralterapia, necessitano comunque di conferme con studi numericamente più numerosi ed in trials randomizzati e controllati.
L’esiguità in questa casistica nel numero dei pazienti trattati con neuralterapia può essere spiegata con una certa maggiore invasività e dolorosità delle sue tecniche (principalmente i ponfi in zona cefalica e l’endovenosa), rispetto all’agopuntura, peraltro anche più conosciuta dai pazienti attraverso i massmedia, che con maggiore difficoltà può essere accettata in pazienti in gran parte giovani e femminili, ma i risultati qui esposti ne incoraggiano l’uso, soprattutto nei pazienti più anziani e refrattari ad altre tecniche antalgiche; in attesa, nel futuro, di auspicabili altri studi di confronto fra le due metodiche, possibilmente in trials randomizzati e controllati.

Barbagli P, Bollettin R. Ago a secco vs neuralterapia nel trattamento delle cefalee: studio retrospettivo con follow-up di 4 anni. Atti del XXVI Congresso S.I.R.A.A. (Firenze 18-20.11.2011), pag. 25-8

A cura di Paolo Barbagli

One thought on “AGOPUNTURA VS NEURALTERAPIA NEL TRATTAMENTO DELLE CEFALEE: STUDIO RETROSPETTIVO CON FOLLOW-UP DI 4 ANNI

  1. pratico da poghi anni la neuralterapia e sono molto soddisfatto sia dei risultati ia della mancanza di reazioni negative.partecipero comunque al corso di febbraio

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