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AI CONFINI DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.UN CASO DI ABUSO DI PROFESSIONE.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Una signorina affetta da lombalgia con episodi sciatalgici vuole fortemente farsi curare da un cinese. Nessuno sa se sia laureato in Medicina e Chirurgia in Italia, oppure in Cina o per lo meno laureato in medicina tradizionale.

Sicuramente questo agopuntore non sa nulla di disinfezione di sterilità e anche di mantenimento del gesto medico.

Infigge gli aghi attraverso i vestiti:

– nessuna possibilità di disinfezione della cute all’infissione;

– inquinamento degli aghi attraverso i vestiti;

-allocazione approssimativa degli aghi di agopuntura;

– impossibilità di percepire qualsiasi modificazione cutanea al di sotto dei calzoni.

Lasciamo a voi tutti i commenti e vi invitiamo a scriverli sul blog.

Agopuntura attraverso i vestititi

One thought on “AI CONFINI DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.UN CASO DI ABUSO DI PROFESSIONE.

  1. La foto mi fa rizzare i capelli in testa, mi riporta a periodi nei quali l’agopuntura poteva essere vista, in Occidente, come una versione sinologica della bambolina vudu’, ma mi ricorda, comunque, un problema “culturale” legato al massaggio tradizionale cinese, che venne creato anche per riuscire a massaggiare il paziente vestito di tutto punto, o quasi, questo a causa di problemi morali etc. Per la verita’ mi e’ anche capitato di richiedere urgentemente i servizi di un medico occidentale specializzato in agopuntura, legato ad una scuola ben nota, presentatomi da amici cinesi: un disastro totale e nessuna presa di responsabilita’ -colpa anche mia nel dargli fiducia, visto che, mentre agiva mi chiedevo, conoscendo l’agopuntura: “ma dove cavolo mette gli aghi?”. Oltretutto, viste le prime reazioni avverse, si giustifico’ dicendo “la gente non e’ piu’ abituata a soffrire…” Geniale….
    Il problema e’ stato poi risolto da un vero medico cinese, non a caso ex-direttore di un ospedale in Cina, che chiede al paziente analisi del sangue accurate (occidentali) e le spedisce al laboratorio del suo ex-ospedale per avere un’opinione.
    Non so che dirvi: da anni mi occupo di medicine “alternative” ed ormai ho i capelli dritti sempre, in questo periodo ho passato dei mesi in India, dove s’inventano dei cocktail d’ogni genere pur di vendere, senza contare le truffe e le fantasticherie terapeutiche. Il problema e’, anche, che la legislazione in merito, credo, non aiuta, la globalizzazione moltiplica le possibilita’ di truffa e, talvolta, in modi inaspettati. Esempio: se a Milano trovi il classico Balsamo di Tigre a 5 euro e di pessima qualita’, qui in India lo trovi di ottima qualita’ e al prezzo di 50 centesimi (di euro) – la farmacopea erboristica locale (scrivo dal Kerala) ha degli oli medicati interessanti, che qui costano 1-2 euro, da noi li trovi a 18-20. Ma nessuno sa spiegarti, esattamente, a cosa servono sul serio e su quali principi si muovano diagnosi e terapia, oppure cosa cambi negli effetti al mutare del clima, etc. Tornando alla foto: un paio di anni fa mi ritrovai a seguire un corso che aveva a che vedere tangenzialmente con la MTC, il maestro era un dritto simpatico ed esagerato, ma aveva le idee chiare, conveniva con me che la distanza tra il grande pubblico (a livello d’informazione) e la ricerca era vastissima e in continuo aumento, cioe’ troppa ignoranza e poco tempo per far sapere al pubblico dei pazienti possibili, come regolarsi, cosa fare, di chi e di cosa fidarsi etc.
    In ultimo, e vale per chi fa ricerca nel marasma del mondo attuale, un’opinione che viene dal viaggiare: la foto mostra anche l’aspetto di una certa ricerca voluta d’ignoranza, cioe’ meno informazione, piu’ caos, piu’ riesco a fregare il prossimo. Niente di nuovo in questa strategia, ne vedo gli effetti qui in Kerala, dove ho accompagnato la mia compagna alle prese col suo dottorato su un’arte marziale locale. Ci si inventa d tutto per vendere e per creare una qualche forma di dipendenza (pezzetttini d’informazione sparsa) che garantisca delle entrate costanti (l’effetto setta esoterica che potremmo equiparare ad una droga) e che possa costruire, in un modo o in un altro l’entrata psicologica inun mondo di credenze adatto a rifilarti qualsiasi stupidaggine terapeutica. La letteratura e’ piena di esempi in merito (negli anni 20, in America, un affezionato pubblico di pazienti difendeva a spada tratta una medicina radioattiva che ti faceva secco sicuro), solo che adesso abbiamo l’effetto moltiplicatore di Internet-globalizzazione, abbinato all’ideologia del fare denaro con ogni mezzo possibile che dopo ti compri anche dio. Senza la creazione di nuovi spazi di insegnamento ed educazione culturale, il che significa – in sostanza – tempo perche’ questo accada, tempo per incontrarsi, discutere, informare, imparare e condivider… siamo fritti. Avete un esempio estremo nelle tre pagine, pubblicate sul Corriere della Sera qualche settimana fa, quando hanno beccato il guru taldeitali, il quale abusava di madri e bambine eviadicendo rifilandogli bizzarre teorie “orientali” su karma e quant’altro.
    La prossima foto (spero di no) potrebbe essere una “nuova” forma di agopuntura particolarmente eletrizzante che, “zot!”, dando una bella scossa al paziente, gli fa passare ogni patologia?

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