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A proposito di cefalea cervicale

Introduzione

Alcune forme di cefalee cervicale beneficiano di un trattamento di Medicina Manuale con o senza impulso. La cerniera occipito-cervicale è implicata nella quasi totalità delle cefalee; a questa bisogna pensare sempre quando ci si trova in presenza di una sindrome vertiginosa, o di una sensazione di instabilità o di nausea o di vomito.

Segni e sintomi

Una volta esclusa qualunque lesione di natura otorinolaringoiatrica, possiamo ritrovarci davanti a dei segni di disfunzione occipito-cervicale, e più esattamente:
-Acufeni, ipoacusie, tinniti.
-Disturbi visivi, accompagnati da facile faticabilità alla lettura, a guardare la televisione, difficoltà a mettere a fuoco,  facile lacrimazione, abitualmente più da un occhio.
-Sintomi faringo-laringei, quali un senso di nodo in gola, dislalia, disturbi della fonazione, disturbi della deglutizione, certe rinorree.
-Astenie, spesso e frettolosamente etichettate come psicogene.

Esame obbiettivo

Questi sono tutti segni di un buon numero di disfunzioni meccaniche cervicali superiori con quadri tipici di cefalea comune (R.Maigne e J.L. Garcia, 1977) , cefalea cervicale, certe forme di emicrania, ma anche di cefalee bilaterali dette di tensione.
Sono quasi tutte espressioni di disfunzione vertebrale segmentaria C0-C1, C1-C2, C2-C3 che bisogna saper ricercare e riconoscere e quindi saper trattare con manipolazioni osteo-articolari.

Robert Maigne

R.Maigne li ha classificati in cefalee occipitali, cefalee temporo-mascellari e cefalee sovra-orbitarie; tutte sono accomunate dalla presenza di un dolore locale su uno o più segmenti vertebrali cervicali superiori, dalla limitazione del movimento specie in rotazione e dalla quasi costante presenza di una cellulalgia del sopracciglio per C0-C1, dell’angolo della mandibola per C1-C2, e del cuoio capelluto nell’area retro-auricolare per C2-C3.

Dolore miofasciale

Nelle stesse aree J.Travell e D.Simmons hanno messo in evidenza la presenza di “trigger point” o punti grilletto, quali espressioni di sovraccarico muscolare funzionale, dovuti a  posture scorrette o a micro-traumatismi ripetuti; anche queste vanno ricercate e riconosciute  per essere trattate anche manualmente con le tecniche manipolative dette neuro-muscolari.

Diagnosi differenziale

Bisogna infine saper differenziare questi quadri clinici da una nevralgia di Arnold, quale espressione di compressione del nervo, nell’attraversamento delle fibre muscolari contratte dell’obliquo inferiore, del semispinale e del trapezio superiore.

A cura di: Giovanni Asero

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