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Dolore neuropatico sostenuto da campo disturbante dentario.

Caso di miglioramento di un dolore neuropatico intrattabile dell’arto superiore mediante anestesia locale di un dente. L’anestesia locale orale è in grado di migliorare il dolore neuropatico dell’arto superiore: caso clinico.

Introduzione

Il dolore neuropatico compare tipicamente a seguito di una lesione dei nervi periferici dovuta a neuropatie, plessopatie e traumi. Recentemente, sono state proposti diversi trattamenti farmacologici, basati su trial clinici randomizzati e controllati, con risultati positivi e negativi. Tuttavia, circa il 10-15% di tutti i pazienti con dolore neuropatico è refrattario alla farmacoterapia.

In questi casi possono essere utilizzati interventi di gestione del dolore più invasivi, come la somministrazione intratecale di farmaci, la neurostimolazione o il blocco nervoso. Idealmente, il blocco della trasmissione nervosa, temporanea utilizzando anestetici locali o permanente mediante ablazione chirurgica del nervo, può ridurre il dolore neuropatico; tuttavia, non è stato riscontrato che i blocchi nervosi abbiano un successo costante.

Riportiamo di seguito il caso di un paziente con dolore al braccio da avulsione del plesso brachiale, refrattario a diverse farmacoterapie e interventi invasivi come la stimolazione del midollo spinale, il blocco epidurale cervicale e il blocco del plesso brachiale.

Il caso

Un uomo di 49 anni, che aveva avuto una lesione da avulsione del plesso brachiale sinistro 10 anni prima, ha avuto un intenso dolore neuropatico all’arto superiore sinistro subito dopo il trauma.

Qualità del dolore

Il paziente lamentava dolore continuo bruciante, sensazione di pressione e formicolio all’arto superiore. Dall’inizio della percezione del dolore all’arto superiore, ha avvertito percezioni illusorie delle dita che gli toccavano il viso sebbene non percepisse dolore o altri deficit sensoriali nel viso.

Terapie effettuate

Era stato trattato più volte per il dolore mediante blocchi del plesso brachiale sinistro e blocchi epidurali cervicali, senza successo. Il suo dolore neuropatico è leggermente diminuito durante l’assunzione di pregabalin e con l’applicazione di stimolazione del midollo spinale cervicale (SCS), ma è rimasto grave. Non ha mai avuto alcun dolore o aree trigger nel viso.

Esperienza odontoiatrica

Una volta si è sottoposto a un trattamento odontoiatrico per il suo dente molare mandibolare sinistro. Quando l’anestesia locale è stata applicata a questo dente (3 ml, 0,5% di lidocaina), vi è stata l’immediata scomparsa del suo dolore neuropatico, con scomparsa anche delle sensazioni illusorie delle dita sul viso.

Circa 2 ore dopo il trattamento dentale, il dolore neuropatico è tornato ai livelli precedenti. Un farmaco antinfiammatorio non steroideo, il loxoprofene, migliorato il dolore dentale ma non è stato efficace contro il dolore neuropatico.

Trattamenti ulteriori

Da allora, il paziente ha avuto 3 trattamenti dentali e l’anestesia locale intorno al dente molare sinistro ha migliorato costantemente il suo dolore neuropatico. Gli effetti analgesici sono durati per diverse ore dopo la somministrazione dell’anestesia locale. Il suo dolore neuropatico è stato pertanto ben controllato da una combinazione di pregabalin, stimolazione del midollo cervicale e anestesia locale intorno al dente molare sinistro.

L’uso dell’anestesia locale orale per il dolore neuropatico intenso è stato quindi decisamente efficace.

Conclusioni

L’anestesia locale orale è un nuovo trattamento del dolore neuropatico all’arto superiore, e l’effetto analgesico potrebbe essere dovuto alla neuroplasticità del sistema nervoso centrale

Commento del curatore

Nonostante gli evidenti limiti di questo “case report” (mancanza di follow-up, mancanza di una chiara diagnosi della patologia dentaria) e la nebulosità delle spiegazioni circa il meccanismo d’azione dell’anestetico locale sul dolore neuropatico in oggetto (gli Autori si appellano a una non meglio precisata “neuroplasticità” del sistema nervoso centrale), questo caso appare comunque decisamente interessante.

Non vengono qui citati gli studi, che quindi gli Autori evidentemente ignorano, che documentano l’ipotesi di “campi perturbanti”, a partire dai fratelli Huneke ideatori della neuralterapia, quali causa di dolori o altri disturbi a distanza. Tali ipotesi appare a mio parere l’unica in grado di spiegare questo caso.

Segnalo, per chi fosse interessato ad approfondire questa tematica, la mia relazione al IV Congresso Internazionale di Neuralia (Bologna, ottobre 2019), “Il campo perturbante: mito o realtà ? Review di casi e casistiche” .

Hozumi J, Sumitani M, Yozu A, Tomioka T, Sekiyama H, Miyauchi S, Yamada Y. Oral local anesthesia successfully ameliorated neuropathic pain in an upper limb suggesting pain alleviation through neural plasticity within the Central Nervous System: A case report. Anesthesiol Res Pract 2011; 2011: 984281

A cura di Paolo Barbagli

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