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Effetto antiossidante dell’elettroagopuntura nel morbo di Parkinson

Nel Morbo di Parkinson è sempre più evidente che  lo stress ossidativo svolge un ruolo fondamentale nell’evoluzione della malattia.
Una recente ricerca condotta in collaborazione tra alcuni istituti di ricerca cinesi e il Dipartimento di Neurologia e Scienze Neurologiche dell’Università di Stanford, ha dimostrato che l’agopuntura ha un effetto antiossidante, quindi protettivo, nel trattamento della malattia di Parkinson.
La stimolazione di Zu Sanli (ST36) e Sanyinjiao (SP6) in elettroagopuntura protegge i neuroni nella substantia nigra pars compacta dalla tossicità indotta da 1-metil-4-fenil-1, 2,3,6 – tetraidropiridina (MPTP) in topi maschi C57BL / 6 (modello sperimentale di M. di Parkinson).
Nello studio la stimolazione a 100 Hz  dei due agopunti a topi MPTP-lesionati per 12 sessioni a partire dal giorno prima della prima iniezione di MPTP, ha inibito la produzione di perossido di idrogeno e malonaldeide nello striato , e aumentanto la concentrazione di glutatione e l’attività della superossido dismutasi.
Questi dati suggeriscono che la stimolazione a 100 Hz di ST36 e SP6 ha effetti antiossidanti nel modello MPTP della malattia di Parkinson; viene protetto, con meccanismo antiossidante e antiapoptosi, il sistema nigrostriatale e può rappresentare una terapia promettente per il trattamento del Parkinson.

Commento: recentemente sono apparsi dei lavori interessanti sugli effetti dell’agopuntura (in modelli animali) nel trattamento del Parkinson; tra questi citiamo anche “The effect of electroaucpuncture for 1-methyl-4-phenyl-1,2,3,6-tetrahydropyridine-induced proteomic changes in the mouse striatum.” Kim ST et al.(J Physiol Sci. 2010 Jan;60(1):27-34. Epub 2009 Sep 18), lavoro di ricercatori coreani che hanno utilizzato invece GB34 e GB39.
Così pure ricordiamo un  lavoro con un estratto di Ginkgo Biloba : “EGb761 protects against nigrostriatal dopaminergic neurotoxicity in 1-methyl-4-phenyl-1,2,3,6-tetrahydropyridine-induced Parkinsonism in mice: role of oxidative stress.” Rojas P. et al. (Eur J Neurosci. 2008 Jul;28(1):41-50).
La nostra speranza di cultori della materia è che finalmente anche alle medicine non convenzionali sia data la giusta opportunità di aderire a modelli sperimentali che possano permettere una moderna implementazione di terapie, che forse non è più corretto definire ancillari.
Il dibattito al nostro interno potrà eventualmente portare una critica costruttiva sulla scelta dei punti da usare in questa patologia.

Haomin Wang, Yanli Pan, Bing Xue, Xinhong Wang, Feng Zhao, Jun Jia, Xibin Liang, and Xiaomin Wang “The Antioxidative Effect of Electro-Acupuncture in a Mouse Model of Parkinson’s Disease” PLoS One. 2011; 6(5): e19790.
Published online 2011 May 23. doi:   10.1371/journal.pone.0019790

A cura di: Paolo Fusaro

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