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GENZIANA LUTEA

Si tratta di una droga di cui si utilizzano radici e rizomi ed è utilizzata, in tempi recenti, essenzialmente come eupeptico. I suoi principi amari infatti stimolano, prevalentemente per via riflessa, la secrezione gastrointestinale. Fra i diversi principi attivi vi sono, infatti i principi amari (amarogenzina, gentiopicrina ecc). Presenti anche acidi fenolici, fitosteroli, polisaccaridi, triterpeni e pigmenti xantonici. A questi ultimi si attribuisce attività scavenger sui radicali liberi (1). La ricerca farmacologica evidenzia  l’azione eupeptica con particolare azione sulla secrezione acida gastrica. In ogni caso ricordiamo che l’ uso tradizionale di questa radice non si limita all’ azione digestiva ma  viene proposta anche con una azione più generale (anemia, febbre, affaticamento generale). Relativamente ai dosaggi si consiglia nell’ infuso 5-10 grammi di radice in 150 ml di acqua calda mentre per l’estratto fluido 20 – 40 gocce (0.5 – 1 ml) 2-3 volte al di prima dei pasti. Vediamo di seguito alcuni studi abbastanza recenti
In quello di Kesavan 82) lo scopo  era determinare se l’estratto acquoso di genziana lutea (contenente gentiopicroside, gentisina,isovitexina ecc) fosse in  grado di prevenire la proliferazione  del muscolo liscio indotta da PDGF-BB (fattore di crescita derivato dalle piastrine). Si è studiata la proliferazione cellulare e analizzato il ciclo cellulare. . In colture primarie di muscolo liscio di aorta di ratto il PDFG – BB induce un raddoppio della proliferazione cellulare che era sgnificativamente inibita dall’ estratto di radice. L’estratto, inoltre, previene la fase S nelle cellule sincronizzate in risposta al PDGF. Ancora: PDFG – BB induce attivazione di ERK 1\2 e conseguente aumento di dei livelli di ossido nitrico ( NO) cellulare che pure sono bloccati dall’ estratto. Questi effetti sono dovuti al blocco del PDFG – BB che a sua volta induce l’espressione genica di iNOS, ciclina D1 e dell’antigene nucleare che stimola la proliferazione cellulare. Tra le diverse sostanze contenute nella radice la isovitexina purificata blocca con successo la cascata che parte con PDFG – BB. Così la genziana lutea potrebbe divenire un nuovo candidato per la prevenzione ed il trattamento dell’ arteriosclerosi.
A sottolineare comunque che le piante medicinali hanno anche altri risolti riportiamo lo studio di Patenkovi? (3)  La genziana utilizzata da sola non mostra genotossicità in alcuni test specifici. Comunque quando associata con altre sostanze (nel caso specifico metansulfonato) aumenta la frequenza di cloni mutanti rispetto al metansulfonato usato singolarmente. Gli autori quindi consigliano attenzione nell’ uso della genziana
Nell’articolo di Balijagi? (4) si ricorda che nella genziana sono stati identificati sette secoiridoidi,  5 glucoflavonoidi e tre xantoni. E’ stato calcolato il contenuto totale fenolico (da 7.7 a  12.7 mg/g) il valore IC 50 per l’attività scavengere DPPH (da 0.45 a 2.02 mg/mL) L’estratto delle foglie mostra moderata citotossicità verso le cellule HeLa  mentre alcune sostanze contenute sono meno attive. Gli autori suggeriscono  anche un possibile uso come epatoprotettivo, ipoglicemico e antiinfiammatorio
Relativamente all’ effetto antidiabetico ricordiamo lo  studio di Akileshwari (5). L’ A. ricorda che l’accumulo intracellulare di sorbitolo dovuto all’ aumento d’ attività di  Aldoso reduttasi è stato implicato nello sviluppo di varie complicazioni secondarie del diabete: Di conseguenza l’inibizione  di questo enzima potrebbe essere una efficace strategia nella prevenzione o nel ritardo di alcune complicazioni di questa malattia. Le radici della genziana sono state valutate in vitro sulla capacità inibitoria di aldoso reduttasi. Mentre l’estratto etereo e metanolico mostrano grande attività verso l’enzima umano e di ratto l’estratto acquoso ed etanolico mostravano una moderata attività. Inoltre l’estratto eterico e metanolico della radice significativamente ed in modo dose dipendente inibivano l’accumulo di sorbitolo negli eritrociti umani in condizioni di elevato glucosio. Studi molecolari indicano che il secoiridoide amarogentina sembra essere un potenziale inibitore dell’enzima. Questo è il primo studio sugli estratti di radice di genziana che mostra attività inibitoria sull’ aldoso reduttasi e suggerisce che la Genziana o i suoi costituenti possono essere utili nel prevenire o trattare le complicazioni del diabete

Bibliografia

1. E. Sangiorgi: Fitoterapia. Cea Ed 2007 Milano
2. Kesavan R1, Potunuru UR, Nastasijevi? B, T A, Joksi? G, Dixit M. Inhibition of vascular smooth muscle cell proliferation by Gentiana lutea root extracts. LoS One. 2013 Apr 18;8(4):
3. Patenkovi? A1, Stamenkovi?-Radak M, Nikoli? D, Markovi? T, An?elkovi? M. Synergistic effect of Gentiana lutea L. on methyl methanesulfonate genotoxicity in the Drosophila wing spot test. J Ethnopharmacol. 2013 Mar 27;146(2):632-6.
4. Balijagi? J1, Jankovi? T, Zduni? G, Boskovi? J, Savikin K, Godevac D, Stanojkovi? T, Jovancevi? M, Menkovi? N. Chemical profile, radical scavenging and cytotoxic activity of yellow gentian leaves (Genitaneae luteaefolium) grown in northern regions of Montenegro. Nat Prod Commun. 2012 Nov;7(11):1487-90.
5. Akileshwari C1, Muthenna P, Nastasijevi? B, Joksi? G, Petrash JM, Reddy GB. Inhibition of aldose reductase by Gentiana lutea extracts. Exp Diabetes Res. 2012;2012:147965.

A cura di: Maurizio Corradin

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