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IL DOLORE STA SCRITTO NEL VOLTO

Gli autori di questo studio evidenziano quanto il  dolore possa sconvolgere chiunque, anche con evidenti espressioni facciali, sino a “torcere” il volto dalle sopracciglia al mento. Infatti, le espressioni facciali sono uno specchio abbastanza preciso del dolore che una persona dice di sentire, secondo le ricerche Tedesche.
Secondo gli autori, in letteratura esistono studi contrastanti: numerose ricerche hanno dimostrato che i self-report sul dolore e sulle sue espressioni facciali non sono correlati, tuttavia molti altri  ricercatori sostengono l’esatto contrario.
In questo studio, i ricercatori sottopongono 40 giovani uomini e donne ad un test sul dolore indotto meccanicamente ed elettricamente.
Il primo test proposto riguardava un’induzione meccanica di dolore.  I volontari si sedevano su sedie con braccioli che bloccavano la persona, ed i ricercatori ponevano dei pesi, via via crescenti, e in modo casuale, sul braccio destro o sinistro dei volontari. Tra un peso e l’altro trascorrevano 20-30 secondi di sollievo. Dopo 10 minuti di pausa iniziava il test ad induzione elettrica.
I partecipanti venivano colpiti da 5 impulsi elettrici intervallati a 5-20 secondi, negli arti inferiori. I ricercatori sottolineano che all’inizio sono stati scelti stimoli di intensità molto lievi. I volti dei partecipanti sono stati registrati durante i test.
Gli esperti hanno analizzato le espressioni facciali dei soggetti, scomponendo le smorfie in azioni quali alzare e abbassare le sopraciglia, aprire la bocca, alzare il mento, e sbattere le ciglia. Circa 10 secondi dopo ogni stimolazione di dolore è stato chiesto ai partecipanti quanto dolore avessero percepito. Le espressioni facciali di dolore sono state abbinate ai livelli di dolore autopercepiti.
L’effetto di correlazione tra i self-report e le espressioni facciali era più visibile quando venivano esaminate le espressioni facciali abbinate ad una crescente intensità degli stimoli,  nell’arco di tutto l’esperimento e non nell’analisi di una singola stimolazione.
I ricercatori sostengono che l’assenza di un’ espressione di dolore non può necessariamente essere interpretata come un segno che non si stia sperimentando dolore. Questo poiché alcune persone hanno modalità diverse di comunicazione: alcune si aprono più facilmente e lo esprimono verbalmente, anche con espressioni del viso congruenti, altre persone sono più chiuse.

COMMENTO: Le espressioni facciali correlano ai self report nell’arco di più stimolazioni e non in una stimolazione singola, e via via che cresce l’intensità degli stimoli dolorifici. La singola esperienza di dolore potrebbe non essere esperibile verbalmente poiché troppo breve. Nel dolore più duraturo, invece si nota la correlazione tra le microespressioni facciali e l’autopercezione di dolore. L’osservazione e lo studio delle microespressioni facciali potrebbe essere di grande ausilio nella valutazione del dolore in persone con limitate capacità di comunicazione verbali

Kunz M, Mylius V, Schepelmann K, Lautenbacher S., On the relationship between self-report and facial expression of pain. The Journal of Pain, September 2004; vol 5:pp368-376.

A cura di: Valentina Cincotto

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