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MALVA SYLVESTRIS

Oggi ci occupiamo brevemente di questo antichissimo rimedio popolare utilizzato – essenzialmente – come pianta emolliente. Ed il suo nome deriva proprio da questa caratteristica (malva dal greco che significa emoliente). Vegeta in Europa ed in Asia occidentale. E’ comune in Italia, al margine dei campi, lungo le strade, nei boschi. Come droga si utilizzano le foglie ed i fiori.
Già i romani la utilizzavano come lassativo, caratteristica dovuta al contenuto di mucillagini. E’ stata ed è tuttora utilizzata come emolliente per uso interno nelle tossi, nelle bronchiti, ed esternamente, per impacchi in alcuni stati infiammatori della cute e delle mucose accessibili (1). Quindi in estrema sintesi per molto tempo a questa “gentile” pianta, non presente nella Farmacopea Ufficiale Italiana,  sono state attribuite capacità protettive, emollienti, regolatrici intestinali, lassative e bechiche (2). In realtà la ricerca farmacologica moderna evidenzia accanto alle mucillagini molte altre sostanze (antocianidine, flavonoidi, fenolacidi ecc) a cui corrispondono a livello terapeutico effetti decisamente interessanti. Le foglie, in particolare, hanno un potente effetto antiinfiammatorio, antiossidante, anticomplemento, anticancro e stimolano l’integrità della cute. L’estratto acquoso sembra essere più efficace della cimetidina nel trattamento delle ulcere gastriche (3).
A livello sperimentale, nel ratto intossicato cronicamente con Vanadio, sostanza che danneggia in particolare il Rene dell’ animale l’ estratto di malva si dimostra capace di prevenire tutte le alterazioni indotte da questo veleno (per ossidazione lipidica, attività degli enzimi antiossidanti ed alterazione istologiche). Si tratta quindi di un potente antiossidante che deve questa funzione alla ricchezza di polifenoli.
Si accennava, precedentemente, che questa pianta è stata utilizzata, dalla medicina popolare per l’integrità della cute ed in alcuni suoi stati infiammatori. A questo riguardo sembra utile ricordare uno studio sperimentale (5), sulla cavia, in cui si è valutata la capacità di riparazione delle ferite in animali resi diabetici con allossana. In particolare negli animali trattati con malva si dimostrava, nelle ferite, una migliore organizzazione delle bande di collagene, una maggiore presenza di fibroblasti ed un minor numero di cellule infiammatorie. Più in generale l’estratto stimolava la riparazione delle ferite in modo statisticamente significativo rispetto ai controlli.
Ricordiamo infine i dosaggi: come infuso al 2 %,  Estratto secco 0,2 grammi per capsula , 2-3 volte al giorno. Tintura Madre 50 – 60 goccie per 3 volte al giorno

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Bibliografia essenziale

R. Benigli, C. Capra, P.E. Cattorini Piante medicinali Inverni e Della Beffa  Milano 
M. Ceoloni, E. Bocchietto, S Todeschi: Il Grande atlante delle piante medicinali, Tecniche nuove 2006 Milano
Gasparetto JC, Martins CA, Hayashi SS, Otuky MF, Pontarolo R. Ethnobotanical and scientific aspects of Malva sylvestris L.: a millennial herbal medicine J Pharm Pharmacol. 2012 Feb;64(2):172-89.
Marouane W, Soussi A, Murat JC, Bezzine S, El Feki A. The protective effect of Malva sylvestris on rat kidney damaged by vanadium. Lipids Health Dis. 2011 Apr 23;10:65.
Pirbalouti AG, Azizi S, Koohpayeh A, Hamedi B. Wound healing activity of Malva sylvestris and Punica granatum in alloxan-induced diabetic rats. Acta Pol Pharm. 2010 Sep-Oct;67(5):511-6.

A cura di: Maurizio Corradin

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