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SEGNI CLINICI DELLE CEFALEE CERVICALI DI ROBERT MAIGNE

La nozione che una cefalea possa avere un’origine cervicale non è nuova,ma al contrario resta un argomento molto controverso: L’assenza di cause cervicali identificabili è la critica principale. I criteri proposti dal International Headache Society sono insufficienti e non caratterizzano che un esiguo numero di cefalee cervicali,  cosa che contrasta con il numero importante delle cefalee comuni regolarmerte alleviate da un trattamento manipolativo cervicale.Il concetto di DDIM (Disturbo Doloroso Intervertebrale Minore) ne è una risposta ,fra l’altro, approvata dal Québec Headache Study Group .
Il DDIM è definito come una disfunzione dolorosa reversibile del segmento vertebrale, conseguenza di falsi movimenti, di sforzi, di cattive posizioni, o  di un traumatismo spesso dimenticato.Il DDIM è reversibile, il più delle volte in maniera spontenea, così come può persistere, auto-mantenersi, attivo o inattivo. Come tutte le disfunzioni dolorose del segmento vertebrale, esso determina ,nel territorio metamerico corrispondente, delle perturbazioni riflesse sulla pelle,sui muscoli e sulle inserzioni teno-periostee; sono queste manifestazioni cellulo-teno-mialgiche (R.Maigne) che  costituiscono i segni clinici dell’esame di una cefalea di origine cervicale.
Aspetti clinici 
In genere, le cefalee di origine cervicale ,sono unilaterali, così come i segni dell’esame clinico da noi descritti.Con il tempo il dolore si può bilateralizzare.
Fattori scatenanti
I fattori scatenanti sono molto variabili da un soggetto ad un altro. I fattori scatenanti più frequenti sono posturali, digestivi, ginecologici, spesso della sfera psichica. La classica cefalea tensiva è spesso una cefalea di origine cervicale  scatenata da disturbi psichici; una volta eliminato il fattore cervicale, le stesse cause non producono più gli stessi effetti.
Segni cervicali dell’esame
Sono permanenti, e si ritrovano nel paziente cronico,non in corso  di crisi;  tali segni risiedono al livello cervicale e al livello cranio-facciale. Un segno costante è il dolore alla palpazione dell’articolazione C2-C3 dal lato della cefalea abituale; tale segno va ricercato con il paziente in posizione supina sul lettino. C2-C3 è l’articolazione che più in alto possiamo palpare, sulla linea delle bozze occipitali. Questa ricerca va eseguita con i polpastrelli degli indici ,che scivolano lungo le docce para vertebrali con piccoli movimenti di va e vieni. Questo dolore C2-C3 unilaterale traduce ,in pratica,una disfunzione di un segmento del rachide cervicale superiore: C0-C1, C1-C2, C2-C3. Una contrattura dei muscoli sotto-occipitali è abituale e più marcata dal lato affetto, che presenta ,talvolta, dei punti grilletto, la cui pressione può risvegliare la cefalea. Abitualmente il paziente non lamenta alcun dolore cervicale e nessuna messa in posizione particolare scatena la cefalea. Quanto alle immagini radiografiche, queste sono ,in generale, normali e non mostrano che dei segni degenerativi senza significato.
Segni cranio-facciali dell’esame
Questi segni si ritrovano nel territorio cutaneo e muscolare innervato da C2 e C3; sono queste le manifestazioni della Sindrome riflessa segmentaria cellulo-teno-mialgica (R.Maigne). Si descrivono tre topografie: occipitale, temporo-mandibolare, fronto-sopraorbitaria, che possono essere isolate o variamente associate.Sul cuoio capelluto non potendosi eseguire la manovra del “pincé roulé”, per evidenziare una cellulalgia,si può utilizzare il “segno della frizione”; questa manovra è sensibile nel territorio del nervo interessato ed indolore altrove.
Topografia occipitale: segno della frizione positivo sulla parte posteriore del cranio su un solo lato, nel territorio del nervo di Arnold, branca posteriore di C2 e talvolta nel territorio di C3 che è più mediale.
Topografia occipito-temporo-mandibolare:è il territorio della branca anteriore di C2 e C3; questa cefalea può simulare un dolore dell’articolazione  temporo-mandibolare, con segno della frizione positivo in regione sopra e retro auricolare, e dolore al pincé-roulé sulla pelle dell’angolo della mandibola.
Topografia occipito-sopraorbitaria:qui ci troviamo nel territorio del trigemino; ciò si spiega con le connessioni che esistono tra il nucleo  sensitivo di questo con i tre primi nervi cervicali (Kerr); è questa la forma più frequente delle cefalee cervicali; un segno li caratterizza : il dolore alla manovra del pincé-roulé del sopracciglio;   qui ,la plica cutanea è ispessita e sempre dolorosa,rispetto al lato opposto,indolore.In certi casi si ritrova lo stesso segno positivo al livello delle pelle della guancia, e questo spiegherebbe come certi dolori facciali vengono alleviati da una manipolazione cervicale.Questa forma di cefalea può essere leggera ed episodica o, al contrario, tenace e quotidiana.Ha spesso l’aspetto di una cefalea banale, ma nel 10% dei casi è una cefalea a tipo vascolare, con rinorrea e lacrimazione monolaterale, dal lato del dolore articolare C2-C3; nel 5% dei casi essa prende le caratteristiche di una emicrania franca, ma con una particolarità, che cioè  , risiede sempre  sullo stesso lato. Questo tipo di emicrania risponde male agli anti-emicranici classici, ma non agli anti-infiammatori; risponde benissimo alle manipolazioni cervicali, quando, invece questi ,non hanno alcuna azione sulla emicrania vera.Altri segni si possono ritrovare,  come i piccoli cordoni mialgici sullo sterno-cleido-mastoideo; questo è innervato dal nervo spinale (XI), come il trapezio, ma a differenza di quest’ultimo, riceve dei rami che provengono da C2 e da C3, mentre che il trapezio riceve dei rami da C3 e da C4. Questi due muscoli  possono essere sede di punti grilletto, la cui pressione può riprodurre la cefalea abituale.Sono quindi di origine cervicale e beneficiare di un trattamento cervicale,ma possono essere anche espressione di un sovraccarico funzionale, e necessitare ,allora, di un trattamento locale.

 A cura di Giovanni Asero

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