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LA STIMOLAZIONE TERAPEUTICA CONTROLATERALE

Ceccherelli Francesco
Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia, Università di Padova, Istituto Oncologico Veneto – IRCCS – Padova, A.I.R.A.S. – Padova.
 

E’ stato visto che esistono delle relazioni tra i due lati del midollo  e studi di elettrofisiologia hanno dimostrato come una cospicua porzione di neuroni midollari vengano inibiti da una stimolazione nociva nel territorio omologo controlaterale. Tra i neuroni che rispondono maggiormente ad uno stimolo agopunturale controlaterale si annoverano i neuroni ad ampio spettro sensitivo o  WDR mentre ineuroni nocivo specifici (NS) sembra siano più specifici per rispondere ad uno stimolo ipsilaterale.
I risultati di recenti studi mettono in luce come interventi unilaterali, inclusa l’agopuntura, possano produrre effetti controlaterali o bilaterali.

Alcuni Autori mostrano come, in ratti neuropatici, una iniezione controlaterale con anestetico locale sia in grado di ridurre i comportamenti pain-related e l’edema infiammatorio.
Queste osservazioni suggeriscono che i neuroni spinali giochino un ruolo importante nel produrre risposte controlaterali. E’ stato inoltre evidenziato come vi siano connessioni tra i due lati del midollo  che possano, in particolari condizioni, sostenere la sensitizzazione che si osserva in neuroni midollari in corso di neuro-patia.
Le Bars e colleghi hanno dimostrato come l’attività dei neuroni midollari e trigeminali possa essere inibita da stimoli nocivi applicati in aree del corpo distanti dai campi recettivi dei neuroni analizzati e di come questo fenomeno sia reversibile con il naloxone.
Seguendo queste evidenze abbiamo ipotizzato che uno stimolo controlaterale possa modulare la risposta nociva dei neuroni cui afferiscono stimoli nocicettivi.

Abbiamo esplorato le variazioni della soglia del dolore in 31 volontari sani  cui abbiamo stimolato due punti monolateralmente  nell’arto inferiore, mediante stimolazione manuale degli aghi, e misurando, successivamente a tempi stabiliti, le variazioni della soglia del dolore nei 4 arti. Abbiamo riscontrato un buon innalzamento della soglia del dolore  omosegmentario bilaterale mentre a livello extrasgmentario tale innalzamento, pur significativo, era di minore entità.
Quanto osservato in soggetti sani, che non presentano  fenomeni di sensitizzazione centrale come allodinia ed iperalgesia, doveva essere confermato anche a livello clinico e quindi un buon modello sperimentale è stato il dolore neurogeno unilaterale: ad eziologia compressiva come nel conflitto disco/radicolare, o ad eziologia infettiva ed infiammatoria come nel caso degli esiti dolorosi di infezione erpetica.
 
In ambedue questi quadri clinici la stimolazione controlaterale è auspicabile in quanto, una stimolazione fisica come l’elettroagopuntura, portata omolateralmente alla zona che presenta allodinia è in grado di scatenare una riacutizzazione del dolore di difficile controllo clinico, sia in acuto che nel prosieguo. 

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