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POSSIBILE CORRISPONDENZA SOMATICA DEL RECUPERO ENERGETCO IN UN PAZIENTE TRATTATO CON ADDOMINOAGOPUNTURA

Uomo di 72 anni si è rivolto al nostro ambulatorio con un quadro clinico caratterizzato da dolore cronico in sede sacroiliaca bilaterale (prevalente a destra), gonalgia destra e saltuariamente debolezza agli arti inferiori, tono dell’umore progressivamente in peggioramento, distacco emotivo dalle attività quotidiane e familiari (in assenza di patologie neurologiche obiettivabili).
APR. frattura tibia destra trattata con osteosintesi nel 1990. Non riferisce patologie di rilievo e non assume farmaci specifici a domicilio.
APP. Da circa cinque anni comparsa di dolore a livello dell’anca sinistra, dopo due anni anche controlateralmente con irradiazione fino al ginocchio destro (senza distribuzione dermatomerica) che riferiva instabile e con presenza di parestesie. In quell’occasione aveva assunto Celecoxib (400mg/die) e Paracetamolo (1000mg/die) ed avendo rifiutato ciclo di mesoterapia, era stato sottoposto a ciclo di TENS e Laser lombosacrali con riduzione del dolore del 60% . A gennaio 2013 torna alla nostra osservazione per riacutizzazione della sintomatologia riferendo un dolore persistente a livello lombosacrale destro con gonalgia omolaterale e debolezza agli arti inferiori. Il tono dell’umore tendenzialmente e progressivamente depresso, mancanza di interesse verso il mondo che lo circonda, apatia.
EO: Laségue negativo, processi spinosi lombari L2-L3 e sacrali dolorabili alla digitopressione, contrattura paravertebrale lombare, assenza di dermalgie e punti “trigger”, dolorabilità diffusa in sede iliaca bilateralmente, forami sacrali negativi. Da segnalare mani e piedi ipotermici e in assenza di problematiche vascolari.
Esami diagnostici. RX rachide dorsale: lieve riduzione d’altezza del muro anteriore D11-D12 su base osteoporotico-artrosica, irregolarità margino-somatiche osteofitosiche. RX lombosacrale: artrosi interapofisarie L3-S1 con severa riduzione dei forami di coniugazione, riduzione di ampiezza degli spazi intersomatici L3-L4 e L4-L5. RX bacino: modica sclerosi dei tetti acetabolari con interlinea coxo-femorale conservata.
Trattamento. Paracetamolo 1000mg/die, Celecoxib (400mg/die per 5 giorni, poi 200mg/die per 10 giorni; quindi 200mg al bisogno). E’ stato sottoposto a 9 sedute di agopuntura addominale secondo lo schema classico (le prime 3 a cadenza quotidiana,  3 a cadenza settimanale  e 3 a cadenza mensile). I punti scelti sono stati i seguenti: CV12, CV10, CV9, CV6, CV4, ST26 bilaterale (non presente nell’immagine), Bo7 bilaterale. E’ stata associata inoltre auricoloterapia (inizialmente con semi di vaccaria e poi con aghi a semipermanenza Pyonex verdi) fin dalla prima seduta di agopuntura addominale nei seguenti punti: nel padiglione sinistro “triade relax” (Shenmen, Punto Maestro Sensoriale, corpo calloso), nel padiglione destro corpo calloso, punto aggressività, punto parasimpatico (porzione mediale solco anti-tragale), punti nella zona lombare dell’antelice, punto Darwin (punto maestro arti inferiori).
Outcome. Già alla prima seduta il paziente presenta aumento della temperatura cutanea a livello di mani e piedi con sensazione soggettiva di estremità calde, anche se per ben quattro sedute non riferisce miglioramenti sostanziali del quadro clinico. Dalla quinta seduta comparsa di alone eritematoso attorno a tutti gli aghi sui punti addominali. Alla sesta seduta compare accentuazione di una stria cutanea inizialmente appena evidente, con le caratteristiche di un dermografismo rosso che permaneva fino a fine seduta e a domicilio per alcune ore. Tale stria era posizionata grossomodo parallelamente e poco al di sopra del Meridiano Meraviglioso Dai Mai e intersecava i meridiani di fegato e vescicola biliare tra GB25 e GB26 (vedi figura 1). Da allora il paziente ha presentato un significativo miglioramento del tono dell’umore e della qualità di vita, con maggiore attività dal punto di vista motorio ed intellettivo, interesse verso attività di vario genere in ambito familiare ed extra-familiare. Tale beneficio si è mantenuto fino alla fine del ciclo e si è protratto per almeno tre mesi. Il dolore lombosacrale però non si era modificato anche se alla fine di ogni seduta il paziente presentava miglioramento evidente dell’agilità nei movimenti e della rigidità articolare.
Discussione. Il caso clinico presenta rilevanza clinica soprattutto per la correlazione dimostrata tra i reperti a livello cutaneo (alone eritematoso a livello degli aghi infissi e la stria di dermografismo) e le modificazioni a livello di tono dell’umore e psichico. Mentre generalmente l’auricoloterapia e l’agopuntura addominale presentano un’efficacia sul dolore in tempi rapidissimi, in questo caso non si sono evidenziati benefici sul dolore ma solo modificazioni sul tono dell’umore che si sono manifestate in tempi più lunghi e si sono mantenute a lungo. Il recupero energetico attivato dalla stimolazione dei punti di Vaso Concezione (in particolare CV4 e CV 12) associata, a livello somatico, da una reattività cutanea accentuata, potrebbe correlarsi anche al coinvolgimento del Dai Mai, interessato anch’esso nelle problematiche di tipo psichico (astenia da esaurimento psico-fisico). Questo fenomeno potrebbe essere spiegato secondo la MTC dal fatto che nella circolazione dell’energia, i meridiani curiosi rappresentano dei bacini di deposito, in grado di intervenire sia a sostegno dei deficit che nell’assorbimento degli eccessi; dal punto di vista riflesso terapico invece la stimolazione nel caso in esame dei punti, in particolare da T8 a T11, produce un’ attivazione spinale con corrispondenza dermatomatomerica. L’agopuntura addominale è una tecnica che prevede l’infissione degli aghi a varia profondità, in questo caso, come si vede nell’immagine di Fig.1,

 

Sono rappresentati i punti utilizzati con gli aghi infissi. In corrispondenza delle frecce è visibile la stria eritematosa rossa causata dall’agopuntura

 

gli aghi sono stati infissi tutti profondi, con attivazione quindi sia dei meccanorecettori cutanei ad alta soglia e lento adattamento che dei fusi neuromuscolari, con elicitazione di dolore epicritico e sensazione di “irritazione” ad ogni infissione, il che potrebbe aver dato origine ad una serie di riflessi somato-simpatici e somato-parasimpatici esitati appunto nella stria cutanea, ma solo dopo un adeguato recupero energetico.

A cura di: Anna Poggi, Rossana Dezzoni, Barbara Ceppi

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