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SINDROME DI DE QUERVAIN BILATERALE

Giunge alla mia osservazione una paziente di 64 anni, C. B., che da 2 anni presenta algie piuttosto importanti (con prevalenza alla mano destra)  ad entrambe i pollici lungo il decorso del tendine del muscolo estensore lungo. Nulla di rilevante all’anamnesi fisiologica, nell’anamnesi patologica remota si segnala artroprotesi d’anca destra.
La signora 2 anni fa inizia ad accusare dolore  “a fitta” al pollice destro, dapprima durante il movimento e in seguito anche a riposo, con parestesie alla superficie dorsale del dito seguito da importante impotenza funzionale. Pochi mesi dopo, la stessa sintomatologia si presenta anche al pollice sinistro. Si sottopone per tale motivo a visita Ortopedica con diagnosi di “tenosinovite di De Quervain” bilaterale.
La paziente viene trattata, bilateralmente, con:
–     FANS (Brufen 400 mg 1 b. x 2), Ionoforesi (10 sedute), Magnetoterapia (10 sedute), Laserterapia (10 sedute), Ciclo di 10 infiltrazioni con cortisone, Uso di tutore
Dopo il peggioramento dei sintomi (6 mesi dopo l’esordio) le viene proposta terapia chirurgica cui la paziente si sottopone (tenosinoviectomia pollice dx, nessuna fkt riabilitativa post intervento). A distanza di 1 mese le ritorna lo stesso corteo sintomatologico senza aver mai avuto un vero intervallo libero da sintomi. Rifiuta l’intervento a sinistra.
La visito: esiti di intervento chirurgico polso destro (incisione trasversale al di sopra del tendine estensore lungo del pollice destro, cicatrice scollabile dai tessuti circostanti, non cheloide), manovra di Finkelstein +++ bilateralmente, ipostenia pollici, ipotrofia mm interossei (tra I – II metacarpo) e dell’eminenza tenar bilateralmente
La paziente riferisce difficoltà anche nei gesti usuali e quotidiani (tenere in mano la cornetta del telefono, cucchiaio ecc. a causa di dolori tipo “fitta” ai pollici, non lamenta tuttavia dolore notturno.
Terapia attualmente in atto:
–    Automedicazione con FANS s. o. (Brufen 600 mg 1 b. s. o.), riposo, evita il carico, Integratori (Tendijoint 1 cp – collagene, mucopolisaccaridi, vit. C)
VAS (prima della terapia): 7,4 (dolore non costante ma, svolgendo alcuni gesti e all’acme)
Il trattamento riflesso terapico è stato:
Agopuntura somatica:
LI 5 – LI 7 (bilaterali, EAP: 4 Hz, I sulla soglia del paziente; dalla 4^ seduta LI 5 – LU 10 EAP per scarsa efficacia sul dolore, motilità comunque lievemente migliorata)
LI4 – TE 5 (bilaterali, non elettrostimolati)
aghi 0,30 x 30

 

Agopuntura somatica

Auricoloterapia:
omega2 – talamo (bilaterali)
Dalla 4^ seduta (a causa dello scarso effetto sul dolore) aggiunta: zona del polso (in transifissione interna/esterna ed esterna/interna) – ACTH aghi 0,20 x 15
2 sedute di 30‘ alla settimana per 8 settimane

 

Aghi auricolari

 
Risultati: Dopo 6 settimane miglioramento della mobilità, del dolore che ancora persiste (dopo 8 sedute) con il carico sulle articolazioni, notevole sensazione di “scioltezza nei movimenti” dei pollici e delle mani
VAS: 6,5
Dopo 10 settimane di terapia: la paziente svolge molte delle mansioni quotidiane in cui prima della terapia non riusciva, lamenta dolore per gradi estremi ma è molto più autonoma.
VAS: 2,3
Conclusione: in questo caso l’associazione di  di agopuntura somatica ed agopuntura auricolare si è rivelata utile nel controllo del dolore (VAS iniziale 7,4 – VAS finale 2,4) in patologia di fatto cronica riuscendo a migliorare le performance motorie della paziente. La scelta dei punti deve tener conto della metameria come linea di principio, ma lo schema scelto può e deve essere suscettibile di modifiche in base anche dei risultati che vengono o non vengono ottenuti. Si sottolinea il principio guida della “personalizzazione del trattamento”.

A cura di:Mario Biral

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