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PREVENZIONE DEGLI ACCIDENTI VERTEBRO-BASILARI DA MANIPOLAZIONE CERVICALE Raccomandazioni della SOFMMOO(Société Francaise de Medecine Manuelle Orthopédique et Ostéopathique)

Le comunicazioni presentate alle 10èmes Actualités Medicales du Rachis (Paris 1997) sottolineavano la possibilità di accidente vascolare (dissezione vertebrale) dopo manipolazione cervicale.Questi accidenti, per fortuna,sono molto rari; la loro frequenza viene stimata in letteratura di un caso su un milione di manipolazioni, ma possono essere gravi. E’ probabile che esistano casi minori,che comportano semplicemente uno stato vertiginoso o di nausea, della durata di due/tre giorni dalla manipolazione ,che regrediscono spontaneamente. Sono questi i casi che possono corrispondere a dei semplici spasmi vascolari. Essi hanno tuttavia valore di allerta e devono rendere più prudenti i trattamenti ulteriori.
Nel corso della tavola rotonda si è posta maggiormente l’attenzione sulle modificazioni anatomiche che predispongono a questo tipo di accidente, quali per esempio la ipermobilità del segmento C1-C2 associata ad una ansa arteriosa vertebrale poco sviluppata; purtroppo questa anomalia non è rilevabile in maniera semplice.Le manipolazioni più messe in causa sembrano essere quelle dove c’è una componente rotatoria importante, poiché sono quelle che mettono direttamente in tensione l’arteria vertebrale.
Poiché questo tipo di accidente è assolutamente imprevedibile la sola maniera di diminuirne la frequenza è quella di evitare le manipolazioni cervicali che utilizzano molta rotazione, come spesso avviene in ambito chiropratico.Infatti gli accidenti riportati in letteratura medica sono quasi sempre riferiti a tecniche manipolative chiropratiche particolarmente brusche. La prudenza impone non di eseguire la manovra rotatoria, ma limitare questa rotazione, privilegiando in corso di messa in tensione,gli altri parametri, come la flessione , l’estensione e soprattutto la lateroflessione. La manipolazione sarà eseguita in ogni caso con dolcezza e precisione nel massimo rispetto di tutte le regole ,indicazioni e contro-indicazioni, e dopo un attento ed accurato esame clinico.
La donna di circa 50 anni, fumatrice sembra essere la più colpita da questo tipo di complicanza, ed è dunque su questo tipo di paziente che bisogna focalizzare la massima attenzione.
Le raccomandazioni della Societé Francaise de Medecine Manuelle Orthpédique et Ostéopathique sono le seguenti:
Prima Raccomandazione
Durante l’interrogatorio chiedere sempre al paziente se si è mai sottoposto ad un trattamento manipolativo cervicale, e se a questo sono seguiti effetti indesiderati quali vertigini o sensazioni di nausea. Se la risposta è affermativa la manipolazione cervicale è formalmente controindicata, per la possibilità di una recidiva, anche più grave.
Seconda Raccomandazione
Nel caso in cui il paziente lamenta una cervicalgia di recente apparizione, un esame neurologico semplice è indispensabile per scongiurare il rischio di un accidente vertebro-basilare ischemico in corso di formazione, che sappiamo appunto manifestarsi con dolori cervicali improvvisi,apparsi uno o due giorni prima, in sede posteriore o laterale. In questi casi il dolore si accompagna spesso a manifestazioni diverse come cefalea,nausea,piccole sensazioni vertiginose….Se all’esame neurologico compaiono anomalie,approfondire gli accertamenti.
Terza Raccomandazione
Le manipolazioni cervicali sono assolutamente controindicate quando il dolore lamentato dal paziente non può essere rapportato al rachide cervicale.Nel caso di dolori dorsali alti o di dolori proiettati all’arto superiore spiegare sempre al paziente la possibile origine cervicale di questi e la conseguente indicazione al trattamento manipolativo del rachide cervicale.
Quarta Raccomandazione
Il medico manipolatore non deve praticare manipolazioni cervicali se non ha maturato almeno un anno di esercizio continuo di tecniche manipolative, dal conseguimento del suo diploma.
Quinta Raccomandazione
Non è raccomandabile ricorrere alle manipolazioni cervicali rotatorie nelle donne di circa 50 anni. Si utilizzeranno piuttosto ,oltre ai trattamenti medicamentosi classici,i trattamenti manuali di mobilizzazione, di stiramenti,di miotensive e di manipolazioni vertebrali del rachide toracico superiore.

A cura di Giovanni Asero

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