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RIBES NIGRUM

Vi sono diverse preparazioni utilizzate di questa pianta medicinale. Personalmente utilizzo prevalentemente il macerato glicerinato (100 goccie al mattino a digiuno) che può essere considerato il fitoterapico d’ eccellenza nelle allergie. Ricordiamo anche che la medicina popolare utilizza le foglie per aumentare la diuresi, nelle sindromi infiammatorie sistemiche e locali, nelle allergie, nelle malattie reumatiche, nella gotta nelle tossi convulsive e nell’ asma bronchiale (1). Ricordiamo  che fra le diverse proprietà che vengono dalla ricerca sperimentale vi è quella antiossidante, analgesica ed antiinfiammatoria. A livello osteoarticolare – poi –ha un effetto che sembra più ampio del semplice effetto antiinfiammatorio in quanto sembra in grado di stimolare anche la neosintesi di collageno ed inibire la degradazione di tessuto elastico. Importanti effetti sperimentali sono stati evidenziati sui  vasi sanguigni inducendo vasodilatazione endotelio dipendente. Effetti sperimentali sono stati evidenziati anche ssulla retina con rigenerazione della rodopsina. Infine documentate proprietà anticancro ed antivirali. Su questa pianta medicinali si è molto concentrata la ricerca degli ultimi anni. Vediamo alcuni di questi recenti articoli.
In quello di  di Ikuta (2) vi sono approfondite osservazioni sulle proprietà antivirali del Ribes nero contro I patogeni virali e batterici associate con infezioni del tratto respiratorio superiore, nasofaringeo ed orale. Sono stati valutati, in particolare gli effetti sul Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), sul virus dell’ influenza A e B (IFV –A e IFV B), adenovirus (adV), virus dell’ herpes simplex   tipo 1, sull’ Hemophilus influenzae tipo B, Streptococcus pneumoniae e streptococcus mutant. Una concentrazione di estratto inferiore all’ 1 % inibiva la replicazione di RSV, IFV-A e B e HSV -1 di oltre il 50 % mentre il 10 % di estratto inibiva l’adsorbimento di questi virus sulla superficie cellulare  di oltre il 95 %. Invece gli effetti su AdV erano molto meno evidenti. Gli effetti antibatterici erano valutati basandosi sulla efficacia come disinfettante. L’estratto al 10 % disinfettata il 99,8 % di H. Influuenzae tipo B ed il 78,9 % di S. pneumoniae in 10 minuti ma non aveva evidenti effetti su S. mutans. Il fatto che l’attività antivirale ed antibatterica persisteva dopo aver neutralizzato il ph suggerisce che questa attività non è in relazione con reazioni acide. Con ogni probabilità gli effetti antimicrobici, come suggerito dagli studi di Sekizawa (3), sono da mettere in relazione all’elevato contenuto totale di polifenoli.
Nell’ interessante studio di Törrönen (4) è stato valutato l’effetto di alcune bacche  (Ribes nero – RB e Vaccinum Vitis Idatidea VV) sul glucosio posprandiale, insulina e resposta dei Acidi Grassi Liberi. A questo scopo 20 donne sane partecipavano ad uno studio in doppio cieco, randomizzato. Utilizzavano le bacche o il loro succo dopo aver ingerito 35 gr di saccarosio. Come riferimento era considerato l’uso del saccarosio in 300 mL di acqua.. I campioni di sangue erano prelevati ai tempi 0, 15, 30, 45, 60, 90 e 120 minuti. I risultati dimostrano che l’ uso delle bacche intere determina una diminuzione della glicemia e della concentrazione insulinica durante i primi 30 minuti  ed un più lento declino durante la seconda ora con un significativo miglioramento del profilo glicemico. Le bacche prevengono la risposta ipoglicemica postprandiale e il rebound compensatorio degli acidi grassi liberi. Effetti simili erano osservati anche quando il saccarosio era assunto con i succhi. Da sottolineare che il miglioramento delle risposte erano evidenti nonostante il più alto contenuto di carboidrati disponibili  legato al naturale contenuto di zuccheri presenti nelle bacche. Gli autori concludono il loro studio sottolineando come questi “supercibi” ottimalizzino le risposte metaboliche posprandiali al saccarosio. Queste risposte sono in relazione al una ritardata digestione del saccarosio ed ad un conseguente lento assorbimento del glucosio
Si può concludere ricordando con Gopalan (5) che questi frutti hanno potenti effetti antiinfiammatori, antiossidanti ed antimicrobici. Questi effetti sono legati ai suoi costituenti come le antocianine, flavonoli, acidi fenolici e acidi grassi insaturi. Molti studi suggeriscono le potenzialità del ribes sulla ipertensione e sulle malattie cardiovascolari, neoplasie, malattie neurodegenerative ed oculari, nefrolitiasi e neuropatia diabetica
Bibliografia
F. Deodato, C. Di Stanislao, M. Corradin : Guida ragionata all’uso delle piante medicinali CEA Ed, 2011 Milano
2) Ikuta K, Hashimoto K, Kaneko H, Mori S, Ohashi K, Suzutani T. Anti-viral and anti-bacterial activities of an extract of blackcurrants (Ribes nigrum L.). Microbiol Immunol. 2012 Dec;56(12):805-9
3) Sekizawa H, Ikuta K, Mizuta K, Takechi S, Suzutani T. Relationship between polyphenol content and anti-influenza viral effects of berries. J Sci Food Agric. 2012 Dec 11
4) Törrönen R, Kolehmainen M, Sarkkinen E, Mykkänen H, Niskanen L. Postprandial glucose, insulin, and free fatty acid responses to sucrose consumed with blackcurrants and lingonberries in healthy women. Am J Clin Nutr. 2012 Sep;96(3):527-33.
5) Gopalan A, Reuben SC, Ahmed S, Darvesh AS, Hohmann J, Bishayee A. The health benefits of blackcurrants. Food Funct. 2012 Aug;3(8):795-809.

A cura di:Maurizio Corradin

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