+39 049 836 4121

Terapia agopunturale per il dolore miofasciale tecnica raccomandata di inserzione rapida degli aghi

I Trigger point miofasciali (MTrP) sono una delle principali cause di dolore muscolare, caratterizzato da una zona iperirritabile a causa dell'accumulo dei nocicettori sensibilizzati in fibre muscolari scheletriche. Esistono molte tecniche di terapia per l’inattivazione dei MTrP. Sulla base di studi umani (e animali prima), l’inserimento multiplo di aghi è in grado di eliminare quasi completamente il dolore con il tentativo di stimolare i nocicettori nella regione dei MTrP.
I meccanismi suggeriti di needling analgesia includono gli effetti relativi al sistema immunitario, ormonale e nervoso. Rispetto alla lenta azione biochimica che coinvolge il sistema immunitario e/o ormonale, gli effetti neurologici possono agire velocemente per fornire sollievo immediato e completo al dolore. Molto probabilmente il meccanismo di azione per l'inattivazione dei MTrP è quello di incontrare nocicettori sensibili con la stimolazione ad alta pressione di una punta acuminata  per attivare un sistema inibitorio discendente del dolore. Questa tecnica è fortemente raccomandato per la terapia del dolore miofasciale al fine di riprendere rapidamente la vita normale del paziente, risparmiando così risorse mediche e sociali. I meccanismi su cui si baserebbe il miorilassamento indotto dalla puntuta dei T.Points presentano tre caratteristiche essenziali: modificazione nel rilascio di acetilcolina, variazione nella lunghezza del sarcomero  e inibizione nel rilascio di sostanze sensibilizzanti. Alla base infatti della fisiopatologia della formazione del T.Points vi è maggiore rilascio di acetilcolina che aggrava la tensione delle fibre muscolari (banderella tesa) contenente MTrP che successivamente provoca "crisi energetica", con un aumento del metabolismo, ischemia locale e ipossia che a sua volta induce la secrezione di sostanze sensibilizzanti per causare dolore. Sostanze sensibilizzanti causano ulteriore rilascio di acetilcolina anormale in modo che un circolo vizioso è completato.
Oltre al trattamento invasivo con aghi è possibile seguire vie alternative come l’uso di FANS topici, terapia manuale, termoterapia etc. etc.; queste tecniche sono consigliabili da utilizzare prima di una terapia più aggressiva come l’iniezione di steroidi locali, iniezioni articolari e/ o l’uso di aghi a secco o agopuntura.
Molti studi segnalano come il rilascio di oppioidi endogeni nel sistema nervoso centrale dopo terapia agopunturale, sia uno dei principali meccanismi di azione mediante il quale si manifesta il rilassamento mio fasciale (via serotoninergica discendente). Altri hanno suggerito l’esistenza di recettori oppiacei periferici  che agiscono a livello locale piuttosto che a livello sistemico, oltre a meccanismi con effetto anti-infiammatorio non oppiatergico.
Considerata l’elevata velocità di insorgenza risolutiva del quadro contrattuale dopo indurimento dell’ago, si presuppone che si la via ematica-ormonale stia alla base del meccanismo di azione , ma che in primis sia la via neurologica riflessa a determinare la grossolana risoluzione della problematica mio-fasciale.
Non esiste quindi un solo meccanismo responsabile alla decontrazione muscolare ,bensi un insieme complesso di azioni scatenate dall’inserimento di aghi nei multipli trigger Points.

Needling therapy for myofascial pain: recommended technique with multiple rapid needle insertion. Li-Wei Chou, Yueh-Ling Hsieh, Ta-Shen Kuan, and Chang-Zern Hong, Biomedicine (Taipei). 2014; 4: 13.Published online Aug 2, 2014. doi:  10.7603/s40681-014-0013-2

A cura di: Gianluca Corsi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *