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Trattamento del campo disturbante in trauma cranico.

Neuralterapia: caso di risoluzione immediata dei sintomi da commozione cerebrale in un bambino di 11 mesi

Introduzione

Si è presentato in ambulatorio un bambino di 11 mesi con sintomi dovuti ad una commozione cerebrale da trauma cranico di 14 giorni prima: irritabilità e pianto continuo.
Il bambino è stato sottoposto a un “Autonomic Response Test” (ART), che è un test di chinesiologia applicata, ideato da Klinghardt e Williams, molto usato dai chiropratici, specie negli U.S.A.. Questo test consiste nella stimolazione manuale di un muscolo, e nel valutare la risposta a questo stimolo, in particolare una diminuzione della forza muscolare quando positivo.

Il caso

Il bambino viene portato dalla madre, che riferisce che nello stesso giorno era caduto da un tavolo e aveva battuto la testa sul pavimento. Non c’era stata perdita di coscienza, né convulsioni o vomito. All’esame neurologico, risultato negativo, il bambino torna a casa senza terapie farmacologiche. 14 giorni dopo, la madre riporta il bambino, riferendo che era molto più irritabile e aveva avuto un cambiamento nella sua personalità. Piangeva spesso e aveva uno sguardo più assente. Alla visita, tutto sembrava normale, tranne il test ART, che risultava positivo ai muscoli frontali della testa.

La neuralterapia

Come terapia, è stata usata la neuralterapia, ovvero dei ponfi di procaina 0,5 % nella zona frontale della testa del bambino, cioè nella zona dove presumibilmente c’era stato il trauma cranico e dove il test era positivo.

Risultati

Alla conclusione della seduta, la madre ha esclamato:” E’ tornato !” E subito dopo il bambino ha ripreso i suoi abituali comportamenti, come se nulla fosse successo. Nessun altro trattamento è stato effettuato. Due successivi follow-up, dopo 4 settimane e dopo 8 anni (2018), hanno confermato la guarigione pressochè istantanea dovuta alla neuralterapia. La madre ha considerato tale terapia “miracolosa”.

Discussione e conclusioni

Questo caso testimonia l’efficacia dell’ART nel trovare un “interference field” (campo di disturbo), e l’efficacia della neuralterapia, cioè dell’infiltrazione con un anestetico locale, la procaina, di questo “campo di disturbo”. E, considerata l’età del bambino e la durata dellla guarigione, è escluso si tratti di un effetto placebo.

Commento del curatore

Questo caso è una ulteriore conferma delle intuizioni dei fratelli Huneke, che scoprirono nel 1940 il cosiddetto “fenomeno del secondo”, ovvero la immediata sparizione di un disturbo con l’infiltrazione di un cosiddetto “Störfeld” (campo di disturbo o “interference field” nella letteratura anglosassone).

Chung MK, LaRiccia PJ. Rapid resolution of concussion related symptoms in an 11?monthold male with integrative medicine assessment and treatment: Case report. Clin Case Rep. 2019;7(2):371-374.

A cura di Paolo Barbagli

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