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Trattamento della tendinopatia del sovraspinato mediante la tecnica del Dry Needling eco guidato

Le tendinopatie sono un problema di frequente riscontro nella patologia muscolo scheletrica e i principali approcci terapeutici conservativi includono il riposo, la crioterapia, FANS, impiego di tutori e mirano al solo al controllo della sintomatologia dolorosa.

Nessuno di questi metodi è efficace nello stimolare il rimodellamento tendineo. In campo diagnostico il gold standard è rappresentato dalla RNM anche se l’ecografia con sonda ad alta frequenza ha recentemente guadagnato credito e dimostra di avere sensibilità e specificità confrontabili con la RNM. Ad oggi non vi è riscontro in letteratura dell’efficacia del “dry needling” nella cura delle tendinopatia del muscolo sovra spinato. Viene qui presentato il caso di una giovane donna (30 anni, atleta pesista) che da 4 mesi presentava un dolore importante (VAS 6/10) alla spalla destra in sede antero-laterale, presente a riposo ed esacerbato dal movimento (soprattutto al sollevamento dell’arto al di sopra della spalla).

All’esame obiettivo la spalla non presentava edema o evidenti segni di trauma, ROM limitati o completi ma, in questi, con presenza di dolore (abduzione limitata a 90°, flessione a 110°, extrarotazione 90° dolorosa e intrarotazione 60°). Tutti i test di conflitto acromion-claveare erano positivi. La paziente veniva sottoposta ed ecografia dei tessuti molli della spalla con sonda lineare multifrequenza (7 – 13 Hz) con il riscontro di un’area ipoecogena (Fig. 1 – 2) a livello del tendine del muscolo sopraspinato (tendinosi).

Sotto guida ecografica e previa accurata disinfezione cutanea, si procedeva al “needling” (serie di 15 punture con ago – 0,5 x 75 mm – da agopuntura sterile dell’area patologica) nei 2 giorni successivi la paziente veniva istruita ad eseguire movimenti attivi e in assenza di resistenza dell’arto superiore e, dal terzo giorno, ad eseguire gli stessi con l’ausilio di elastico riabilitativo. A 10 giorni dalla puntura la paziente riferiva che il dolore si era gradatamente ridotto (significativo decremento a partire dal dal 5° giorno) per poi scomparire del tutto. Il 14° giorno la paziente riprendeva l’attività pesistica senza dolore.

Un’ecografia eseguita nel followup dimostrava un aumento dell’ecogenicità nella citata zona di tendinosi (Fig. 3) come da processo ripartivo in atto. Il case report descritto dimostra come l’ecografia con sonda ad alta frequenza sia efficace sia nella diagnosicdi tendinosi del muscolo sovra spinato sia nel “centramento” (precisa localizzazone) della stessa; il “dry needling” del tendine si è dimostrato tecnica efficace ai fini della riparazione tendinea (verosimilmente mediata dalla liberazione di transforming growth factor and basic fibroblastic growth factor ematici liberati in zona dal modico sanguinamento provocato dall’ago che stimolano la proliferazione cellulare e la sintesi di collagene con il ripristino delle proprietà meccaniche del tendine).

Il caso riportato suggerisce pertanto una possibile validità del “dry needling”  con centramento ecoguidato nel trattamento della tendinosi del muscolo sovraspinato. Sono necessari tuttavia  studi su numeri statisticamente significativi e su diversi gradi di tendinosi (nel case report di grado lieve) per determinare la reale validità della metodica.

Treatment of supraspinatus tendinopathy with ultrasound guided dry needling
Roy Settergren DC, MS, MS, RMSK, J Chiropr Med. 2013 Mar;12(1):26-9. doi: 10.1016/j.jcm.2012.11.002

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A cura di: Mario Biral

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