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ASTRAGALO (ASTRAGALUS MEMBRANACEUS)

In questa newsletter fino al numero odierno abbiamo sempre trattato di piante della nostra tradizione occidentale. E questo per diversi motivi. Fra questi la necessità di recuperare le piante della nostra tradizione e, specialmente, osservarle alla luce dei più recenti studi scientifici. Non si può comunque non ricordare  che alcune piante come ad esempio il Ginseng sono entrate nella nostra farmacopea Ufficiale Italiana (IXa ed) ed altre come l’ Astragalo su cui fermiamo oggi l’attenzione ed  in cui la ricerca scientifica sta confermando le  caratteristiche e proprietà che comunque sono già state sottolineate da altre tipi di medicina.

In ogni caso sempre più frequentemente si utilizzano preparati fitoterapici provenienti da “altri mondi”. Motivo per il quale oggi fermiamo l’attenzione su una di queste. Ricordiamo che su questa pianta medicinale in una banca dati (Medline) sono stati pubblicati, a partire dal 2011, 93 articoli. Se la maggior parte di questi sono di autori cinesi quasi il 50 % sono pubblicati su riviste occidentali. Ciò premesso passiamo ad una rapida disamina di questa pianta medicinale usata da tempo immemore nella tradizione medica cinese ed oggi anche molto utilizzata in tutto il continente europeo.
Si tratta di una pianta perenne, la  droga è rappresentata dalle radici. In queste si sono isolati diversi principi attivi. Sembra, comunque che i Polisaccaridi e le Saponine siano i maggiori responsabili dell’ attività farmacologica (1).
In particolare i primi  sembrano legati ad un aumento della risposta immunitaria mentre le saponine, in alcuni studi sperimentali sul cuore di ratto, mostrano un’azione inotropa positiva. Altre sostanze come i flavonoidi sono probabilmente responsabili del potere antiossidante.  Passando ad una veloce disamina delle diverse azioni farmacologiche dei fitopreparati  accanto all’azione immunostimolante, antiossidante e sull’ apparato cardiovascolare vi sono anche alcune indicazioni di un’azione trofica sulla cute con miglioramento della guarigione delle ulcere cutanee, alcuni effetti diuretici ed anche un’azione antibatterica. Sembra avere anche un’azione antiepatossica E’ indubbio comunque che l’azione principale di questo  sia di tipo immunostimolante. Alcuni studi sperimentali, infatti, dimostrano un aumento del numero di linfociti e dei polimorfonucleati nel sangue periferico, un aumento dell’ effetto citotossico dei linfociti natural killer, aumento di interleuchina 2 ed un  aumento dell’attività fagocitaria. Anche per questo motivo è stato utilizzato in alcune malattie virali in cui si dimostra  in grado di aumentare  la produzione di interferone.Come accennato negli ultimi anni è comparsa una imponente bibliografia su questa affidabile, povera di effetti collaterali, pianta medicinale. Ne vediamo alcuni recenti riferiti alla cute ed alle infiammazioni. Nello studio di Hong (2) si dimostra l’effetto protettivo sulla cute del fitoestratto  capace di limitare i danni prodotti da UVB . In particolare si evidenzia il ritorno alla normalità della sintesi di procollagene tipo 1 inibendo l’attività del fattore nucleare NF – kB  e le espressione delle metallo proteinasi nei fibroblasti umani. Si tratta, quindi,  di un promettente anti fotoaging. Nello studio di Qin e coll (3) l’estratto di astragalo inibisce  l’infiammazione regolando le citochine, il segnale nucleare NF.kB ed anche alcune altre vie proinfiammatorie. Nello studio di Lin (4) si è valutato l’effetto della somministrazione orale di astragalo e angelica (in rapporto 5:1) sulla risposta allergico asmatica dei ratti sensibilizzati con avalbumina. Il fitopreparato sopprime l’iperreattività bronchiale e la infiltrazione di eosinofili nel liquido di lavaggio bronchioalveolare. Concludiamo questa breve disamina sull’astragalo riportando uno studio clinico (5) sulla capacità dei polisaccaridi dell’astragalo di limitare gli effetti secondari della chemioterapia nel cancro polmonare non a piccole cellule dell’ uomo. In questo studio, in doppio cieco,  la somministrazione di astragalo associato ai chemioterapici  determinava variazioni significative negli effetti collaterali. In particolare diminuiva la sensazione di affaticamento, la nausea ed il vomito e  la perdita di appetito. Relativamente al dosaggio ricordiamo che la dose media giornaliera suggerita, in decotto, è di 9-15 grammi al giorno fino al un massimo di 30 grammi (1) in 500 ml di acqua. Il tutto suddiviso in 3 somministrazion.i

Bibliografia
1. E. Sangiorgi, E. Minelli, G. Crescini, S. arzanti: Fitoterapia. CEA ED. 2007 Milano
2. Hong MJ, Ko EB, Park SK, Chang MS. Inhibitory effect of Astragalusmembranaceus root on matrix metalloproteinase-1 collagenase expression and procollagen destruction in ultraviolet B-irradiated human dermal fibroblasts by suppressing nuclear factor kappa-B activity. J Pharm Pharmacol. 2013 Jan;65(1):142-8.
3. Qin Q, Niu J, Wang Z, Xu W, Qiao Z, Gu Y.Astragalusmembranaceus Inhibits Inflammation via Phospho-P38 Mitogen-Activated Protein Kinase (MAPK) and Nuclear Factor (NF)-?B Pathways in Advanced Glycation End Product-Stimulated Macrophages.Molecules. 2012 Jun 13;17(6):7232-40
4. Lin CC, Liou CJ, Chiang CY, Huang WY, Huang WC.DangguiBuxue Tang attenuates eosinophil infiltration and airway hyperresponsiveness in asthmatic mice.AnnAllergyAsthmaImmunol. 2011 Dec;107(6):501-9
5. Guo L, Bai SP, Zhao L, Wang XH. Astragalus polysaccharide injection integrated with vinorelbine and cisplatin for patients with advanced non-small cell lung cancer: effects on quality of life and survival.MedOncol. 2012 Sep;29(3):1656-62.

A cura di:Maurizio Corradin

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