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CALENDULA OFFICINALIS

Si tratta di una pianta erbacea le cui parti utilizzate sono i fiori e le foglie.E’ utilizzata da molti secoli a scopo medicinale sia topicamente che per via generale. Contiene, oltre ad olio essenziale,  saponine triterpeniche, alcoli triterpenici, flavonoidi , acidi fenolici e polisaccaridi. Le saponine sembrano avere proprietà antimutagene, gli alcoli mostrano azione antiinfiammatoria, i flavonoidi possiedono proprietà scavenger ed antinfiammatorie mentre i polisaccaridi inibiscono la ialuronidasi. L’olio essenziale possiede proprietà antiinfiammatorie ed antisettiche.
Fra le diverse proprietà ormai sufficientemente documentate  vi è quella riepitelizzante ed antiulcera, azione antiedemigena ed antiinfiammatoria per applicazione topica, azione immunostimolante, antisettica ed anche antivirale (1). L’uso è prevalentemente, ma non esclusivamente, per via esterna  dove si evidenzia l’efficacia  nelle ferite superficiali e nelle infiammazioni cutanee. In questo caso si utilizzano  pomate al 20 %. Per via interna, nell’ infuso dei fiori, si pongono 6-10 gr di droga  in 500 ml di acqua bollente. L’assunzione avviene suddividendo la dose in 3 somministrazioni. Si tratta di una pianta medicinale su cui sono apparsi diversi lavori sperimentali. Ve ne presentiamo alcuni
Nello studio di Khairnar (2) si è valutata la calendula come antiplacca e antigengivite. A questo scopo sono stati reclutati 240 pazienti divisi in 2 gruppi di 120 soggetti. Quelli in trattamento  erano istruiti a diluire  2 ml di tintura di calendula in 6 ml di acqua distillata e risciacquare le loro bocche mattino e sera per 6 mesi. Erano valutati diversi indici buccali (indice di placca, indice gengivale, indice di sanguinamento, e indice di igiene orale). Si assisteva al termine dei 6 mesi ad una significativa riduzione di quasi tutti gli indici. Gli autori concludono sottolineando che il trattamento topico con calendula è capace di ridurre la placca dentale e l’infiammazione gengivale
Nello studio di Shivasharan (3) si è valutato l’effetto dei fiori di calendula sul danno indotta da glutammato monosodico. Questa sostanza se utilizzata in eccesso è neurotossica e il suo stress ossidativo è ben documentato. Conseguentemente i composti che hanno attività antiossidante ed antiinfiammatoria possono contrastare questi effetti.  Nel presente studio si è valutato se e come i fiori di calendula potevano contrastare gli effetti del glutammato nei ratti. A questo scopo ratti wistar adulti erano  trattati con glutammato e un’ ora dopo erano trattati con estratto di calendula per via orale. Il glutammato nei topi di controllo causava significativa alterazione comportamentale, alterazione del sistema ossidativo (diminuzione del sistema antiossidante, aumentati livelli di lipopolisaccaridi) e alterazione istologiche dei neuroni ippocampali. Nei ratti trattati si attenuava le alterazioni comportamentali, lo stress ossidativo e le alterazioni nell’ ippocampo. Gli autori concludono sottolineando l’efficacia della calendula verso la neurotossicità indotta da glutammato e suggeriscono che questa è in relazione alle proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie.
In questo studio (4) si è valutato l’inibizione della proliferazione cellulare causato dall’aumento della sorveglianza immune determinato da 3 promettenti piante medicinali: fieno greco, eclipta e calendula. Tutti e tre gli estratti riducono il numero, l’incidenza e la molteplicità dei tumori come è confermato dagli studi patologici che mostrano la regressione tumorale  diminuisce grazie al recupero del sistema antiossidante, alla inibizione della trasduzione da stress di NFkb, alla riduzione della infiammazione, aumento della immunosorveglianza nelle cellule mutate. Il nesso comune è la stabile espressione di p53 entro le cellule tumorali. I risultati dei nostri studi confermano che questi estratti non solo limitano la proliferazione ma anche inducono una stabile espressione della apoptosi indotta da p53 determinando minori tumori e permettendo la regressione tumorale

Bibliografia
2. Khairnar MS, Pawar B, Marawar PP, Mani A. Evaluation of Calendula officinalis as an anti-plaque and anti-gingivitis agent.J IndianSocPeriodontol. 2013 Nov;17(6):741-7
3. Shivasharan BD, Nagakannan P, Thippeswamy BS, Veerapur VP.Protective Effect of Calendula officinalis L. Flowers Against Monosodium Glutamate Induced Oxidative Stress and Excitotoxic Brain Damage in Rats.Indian J ClinBiochem. 2013 Jul;28(3):292-8.
4. Ali F, Khan R, Khan AQ, Lateef MA, Maqbool T, Sultana S. Assessment of Augmented Immune Surveillance and Tumor Cell Death by Cytoplasmic Stabilization of p53 as a Chemopreventive Strategy of 3 Promising Medicinal Herbs in Murine 2-Stage Skin Carcinogenesis. Integr Cancer Ther.2013 Dec 19.

A cura di:Maurizio Corradin

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