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CARCIOFO

Il carciofo (cynara scolymus) è una pianta medicinale – come ricordato anche precedentemente in queste pagine – utilizzato in chiave terapeutica da tempi immemorabili. La droga – presente nella Farmacopea Ufficiale Italiana (Carciofo estratto secco idroalcolico) è rappresentata dalle foglie. Queste contengono molti composti polifenolici (1), tra cui flavonoidi (apigenina 7 glucuronide) e acidi idrossicinnamici. Presenti anche lattoni sesquinterpeni. In ogni caso molti dei diversi componenti del carciofo sono rapidamente assorbiti dall’ intestino umano con un picco di assorbimento entro un’ ora dall’ assunzione.
Come accennato si tratta di una pianta medicinale molto utilizzata anche in ambito clinico. Già nella metà del secolo scorso veniva utilizzata in molte forme di ittero e in casi di anuria. Relativamente a quest’ ultima condizione si assisteva, in  generale, ad una aumentata diuresi con incrementata eliminazione anche di urea. Sempre nella clinica del secolo scorso veniva utilizzata  per le proprietà ipocolesterolemizzanti in diverse condizioni cliniche  (xantelasmi, placche ateromasiche ecc). A seguito di questi dati clinici è stato quindi considerato un ottimo drenante epato – biliare. In ogni caso la ricerca clinica e sperimentali degli ultimi 30 anni ha confermato le indicazioni popolari e “storiche” di questa pianta e ha, inoltre, evidenziato nuove proprietà. In estrema sintesi sembra utile nella dispepsia funzionale, nella sindrome dell’ intestino irritabile, ha proprietà coleretiche e colagoghe, è etatoprotettivo ed antipetatotossico, ha azione protettive generali, protegge i vasi ed in particolare le cellule endoteliali, regola la produzione di Ossido Nitrico, ha in vitro proprietà antifungine, ha potere antiossidante ed è in grado di prevenire lì ossidazione delle LDL, sembra in grado di riportare alla norma il livello di ormoni adrenergici nei topi stressati. Ricordiamo che il dosaggio medio consigliato è di 6 grammi al giorno o la dose equivalente delle varie preparazioni.
Come accennato numerosissimi sono gli studi recenti su questa pianta medicinale. Ne ricordiamo alcuni per il loro interesse sottolineando che gli studi più recenti pongono l’attenzione particolarmente al potere antiossidante.
Nello studio di Jacociunas (2)  si è studiato in particolare la capacità dell’ estratto di foglie di carciofo di proteggere il DNA da agenti alchilanti nelle cellule ovariche. I risultati dello studio suggeriscono che basse concentrazioni di carciofo previene il danno genomico nelle cellule di mammifero. Gli autori ipotizzano che questi effetti siano legati essenzialmente al potere antiossidante dei suoi composti
Nello studio di Malgielge (3) si è studiato, in vivo nel ratto, l’efficacia di un estratto acquoso di foglie di carciofo sul diabete indotto da streptozotocina. La supplementazione era fornita per via orale e per 3 settimane. Nel gruppo trattato  si assisteva ad una diminuita produzione di malondialdeide e 8 idrossideossiguanosina mentre i livelli di glutatione eritrocitario aumentavano. Questi dati  sottoniano l’efficacia del carciofo in questa situazione di stress ossidativo.

Bibliografia
(1) F. Deodato, C. Di Stanislao e Mi. Corradin: Guida ragionata alle piante medicinali Cea Ed, 2011 Milano
(2) Jacociunas LV, de Andrade HH, Lehmann M, Pedersini LW, Ferraz Ade B, da Silva J, Dihl RR. Protective activity of Cynara scolymus L. leaf extract against chemically induced complex genomic alterations in CHO cells. Phytomedicine. 2013 Sep 15;20(12):1131-4.
(3) Magielse J, Verlaet A, Breynaert A, Keenoy BM, Apers S, Pieters L, Hermans N. Investigation of the in vivo antioxidative activity of Cynara scolymus (artichoke) leaf extract in the streptozotocin-induced diabetic rat. Mol Nutr Food Res. 2014 Jan;58(1):211-5.

A cura di: Maurizio Corradin

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