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EVOLUZIONE NATURALE DELLE ERNIE DISCALI

Quasi l’80% delle sciatiche da ernia discale evolve favorevolmente, dopo un anno circa, verso una guarigione spontanea; numerosi studi hanno dimostrato che l’ernia discale (ED) può ridursi di dimensione ,o anche sparire,contemporaneamente alla riduzione dei segni clinici.
A tutt’oggi e’ difficile formulare una prognosi precisa di una sciatica discale e soprattutto di poterne determinare la durata e l’evoluzione, perché entrano in gioco diversi fattori, e principalmente fattori meccanici e enzimatico-infiammatori.
Fattori meccanici sono quelli legati all’anatomia dell’ernia e alle strutture che la circondano, quali radici nervose,ligamenti,vene,meningi,grasso epidurale…
Fattori enzimatici e infiammatori: anche se il disco intervertebrale è paradossalmente il tessuto avascolare più importante dell’organismo, la sua parte posteriore è sede di reazioni di degradazione ad opera di metalloproteasi e citochine,responsabili sì del dolore ma anche della degradazione e del riassorbimento del materiale erniato.
Grazie allo sviluppo della Tomografia (TC) e della Risonanza (RM), diversi studi hanno messo in evidenza la regressione,e anche la scomparsa dell’ernia discale,contemporaneamente al miglioramento dei segni clinici; addirittura il miglioramento clinico ha spesso preceduto  la modificazione radiografica dell’ernia: la diminuzione del volume dell’ernia è più importante e rapida se trattasi di ernia voluminosa e migrata; le piccole ernie con integrità del ligamento vertebrale posteriore hanno meno tendenza a regredire.
Nella degradazione del disco intervertebrale possono intervenire due tipi di cellule: le cellule proprie del disco e i macrofagi; morfologicamente le cellule dell’anulus e del nucleo sono molto simili ai condrociti articolari.
Queste cellule sintetizzano la matrice extracellulare e producono proteoglicani; i macrofagi e le altre cellule mononucleate provengono dalla neo-vascolarizzazione e dal tessuto di granulazione che circonda il frammento fibro- cartilagineo. Questo tessuto di granulazione è presente attorno le ernie extra-ligamentose.Inoltre sono presenti i fattori enzimatici, le metalloproteasi (collagenasi,stromelisina…..) che giocano il ruolo maggiore nel processo di degradazione discale.
Le citochine appartengono all’altra famiglia di enzimi, di cui l’interleuchina I è il principale pro-infiammatorio presente nel disco degenerato; così come il TNF, che svolge  un ruolo diretto nella genesi del dolore, poiché determina un edema lesionale e una demielinizzazione delle fibre nervose.
Quindi come conseguenza diretta della presenza di materiale erniato, si sviluppa una vera reazione immunologica: appare una neo-vascolarizzazione ed i macrofagi attivi producono del TNF che induce produzione di stromelisina che porta al riassorbimento del tessuto discale per  degradazione progressiva della matrice extracellulare.
Questo meccanismo potrebbe così spiegare la degradazione più rapida delle grosse ernie migrate; è per questo meccanismo che l’ED può nel tempo regredire fino a scomparire spontaneamente.

Bruno Rime,Jean-Yves Maigne :” Evolution naturelle des hernies discales”; revue de Medécine Vertébrale n°14 ; septembre 2004.

A cura di: Giovanni Asero

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