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FICUS CARICA FICO

E’ doverosa una premessa. Trattando di fitoterapia io generalmente utilizzo 2 forme di estratti: o gli estratti secchi titolati o le tisane. E questo per diversi motivi. Gli estratti secchi titolati sono le formulazioni che utilizzano la “quantità ponderale”. Infatti in questo modo si fornisce al paziente una ben precisa quantità di “principio attivo” che, generalmente, è estratta dalla bibliografia internazionale. Questa precisa quantità, ovviamente, non esiste nelle tisane e questo per almeno 2 motivi. Innanzitutto il quantitativo di principio attivo in una pianta medicinale è soggetto ad ampie fluttuazioni. Poi perché il quantitativo di tisana posto nell’ acqua bollente (a cucchiaini) non è – ovviamente – sempre uguale. Da sottolineare poi che nella tisana vi è estrazione solo dei principi idrosolubili; quindi la “forza” di una tisana è sempre minore di quella di un estratto. Ma nonostante  ciò utilizzo, spesso,  la tisana per il “rituale” che la accompagna che sottolinea la necessità di “prendersi in carico”, di fare “qualcosa per se stessi”.
Dicevo che utilizzo o gli estratti secchi titolati o le tisane. Solo molto raramente utilizzo altre formulazioni. Ad esempio i macerati glicerinati li utilizzo solo per il Ribes Nigrum (per le allergie) e per il Ficus arica (fico) su cui oggi vorrei richiamare la vostra attenzione
Ficus carica
Per il macerato glicerinato si utilizzano  le gemme fresche. A questa formulazione l’indicazione principale è rappresentata dalle manifestazioni psicosomatiche a livello gastro duodenale (1) ed in particolare a livello dello stomaco. L’attività antisecretiva gastrica sarebbe legata essenzialmente ad una azione diencefalica della droga (2).  In ogni caso fra i componenti principali delle infiorescenze vi sono enzimi digestivi (proteasi, lipasi, diastasi) che potrebbero concorrere all’azione sull’apparato gastroenterico. Identificati poi composti polifenolici come antocianidine e sostanze furocumariniche, mucillagini, vitamine e minerali. L’azione della droga si manifesta inibendo la secrezione acida gastrica a cui, come accennato si associa l’azione degli enzimi digestivi.
Si tratta di una pianta medicinale su cui esistono pochi  studi clinico – sperimentali (3). Nei ratti resi diabetici con streptozotocina si evidenziano proprietà antiossidanti e, in queste situazioni sperimentali vi è un miglioramento della glicemia e abbassamento del colesterolo totale. Anche nell’ uomo pare presente un effetto dell’ estratto delle foglie sulla glicemia post prandiale. Sono stati ipotizzati anche effetti antivirali ed antimutageni. Pochi o nulla esisteva invece sull’ azione dell’ estratto di fico sull’ intestino e sul colon in particolare.
Recentemente, però, è comparso un articolo, di cui disponiamo solo dell’ abstract, sull’ efficacia antidiarroica di alcune piante medicinali, tra cui le foglie di ficus carica nel ratto. La diarrea era indotta con “castoroil”e veniva valutato sia il contenuto di prostaglandine intestinali sia la motibiltà. Vi dimostrava una significativa diminuzione della motilità intestinale come probabile risultato di una diminuzione della produzione di PGE2 /4).
Ma sempre a livello gastrointestinale è stato studiato anche l’effetto antistiptico di un estratto di foglie di fico in cani resi stiptici con l’ immobilizzazione e una dieta ad alto contenuto proteico. Agli animali in trattamento veniva somministrata anche una pasta di fico.
A differenza dei controlli i cani trattati con pasta di fico mostravano un aumento del peso delle feci ed un diminuito tempo di transito intestinale dimostrato radiologicamente. Gli autori consigliano, quindi, l’utilizzo di questo frutto nei soggetti umani affetti da cronica costipazione (5).
Concludo questa breve rassegna su questa pianta medicinale ricordando un altro effetto “gastrointestinale”. Nello studio di Saoudi e coll (6) ratti sono stati cronicamente intossicati con metanolo per 6 settimane. Gli estratti di foglie di fico, ricchi di polifenoli e carotenoidi, erano in grado di limitare l’aumento dei diversi indici epatici(transaminasi e Lattico deidrogenasi) e di limitare la perossidazione lipidica proteggendo gli animali dal danno epatico indotto da metanolo.

Bibliografia essenziale
1) Brigo B: fitoterapia dalla A alla Z tecniche nuove Milano, 1996
2) Refit: Repertorio fitoterapeutico OEMF Ed., 1996
3) F. Deodato, C.Di Stanislao, M. Corradin: Guida ragionata all’ uso delle piante medicinali 2011 Cea Ed.
4) Patil VV, Bhangale SC, Chaudhari KP, Kakade RT, Thakare VM, Bonde CG, Patil VR. Evaluation of the antidiarrheal activity of the plant extracts of Ficus species. ZhongXiYiJie He XueBao. 2012 Mar;10(3):347-52
5) Oh HG, Lee HY, Seo MY, Kang YR, Kim JH, Park JW, Kim OJ, Back HI, Kim SY, Oh MR, Park SH, Kim MG, Jeon JY, Hwang MH, Shin SJ, Chae SW. Lab Anim Res.Effects of Ficuscarica paste on constipation induced by a high-protein feed and movement restriction in beagles. La Anim Res 2011 Dec;27(4):275-81.
6) Saoudi M, ElFeki A. Protective Role of Ficuscarica Stem Extract against Hepatic Oxidative Damage Induced by Methanol in Male Wistar Rats. Evid Based Complement Alternat Med. 2012;2012:150458. Epub 2011 Nov 17.

A cura di: Maurizio Corradin

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