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LA MEDICINA MANUALE ORTOPEDICA 2 PARTE

La Sindrome cellulo-teno-mialgica segmentaria ( SCPM )
La conoscenza di questa sindrome è capitale nel sistema che viene proposto da Robert Maigne.Capitale per la diagnosi e la comprensione dei dolori vertebrale comuni, ma è anche indispensabile per apprezzare l’efficacia del gesto manipolativo.
La disfunzione dolorosa di un segmento vertebrale, di qualunque natura essa sia, determina delle modificazioni riflesse di sensibilità e di consistenza dei tessuti innervati dal nervo rachideo corrispondente. Queste modificazioni vengono riscontrati clinicamente con la palpazione attenta della pelle,dei muscoli,delle inserzioni teno-periostee di tutto il metamero.Nel quadro dei dolori comuni, le cause di disfunzione dolorosa del segmento vertebrale sono essenzialmente:
-Il disturbo intervertebrale minore (DIM), soprattutto
-Una poussée congestiva di artrosi articolare posteriore,molto frequente
-Una lesione discale
Le manifestazioni metameriche di questa sindrome sono in genere unilaterali. Esse interessano i piani cutanei,i muscoli e le inserzioni teno-periostee.Esse possono essere attive e responsabili di dolori o inattive (latenti) ma importanti come elemento semiologico.Le modificazioni di struttura e di sensibilità, appartenenti a questa sindrome, sono tutti situati nel metamero corrispondente al segmento doloroso responsabile, dal lato dell’articolazione posteriore dolorosa all’esame. Le manifestazioni dell SCPM attive sono responsabili di  dolori ingannevoli, pseudo-radicolari, peri-articolari, pseudo-articolari, pseudo-viscerali.  Una manifestazione che è rimasta a lungo inattiva, può divenire bruscamente attiva.
Queste manifestazioni sono reversibili. Tuttavia col tempo,queste possono organizzarsi e diventare autonome, e giovarsi quindi di un trattamento locale.Nel periodo intermedio, il trattamento locale completerà il trattamento vertebrale.
L’ipotesi patogenetica che può essere presa in considerazione è che il bombardamento ripetuto di un segmento midollare da parte di nocicettori, scatena una iper-reattività dei neuroni corrispondenti a questo segmento ( Irwin Korr ); è questo il fenomeno di sensibilizzazione (sensitizzazione). I messaggi nocicettivi veicolati dalla branca posteriore vengono integrati nel pool di neuroni delle corna posteriori, che determinano delle  risposte motrici e vegetative locali e a distanza (Perl).
Cellulalgia
La plica cutanea è ispessita e dolorosa alla manovra del “pincer-rouler” (pinza-arrotolata):è questa una manovra essenziale che è più difficile da eseguire correttamente di quello che sembra. La sua giusta esecuzione richiede un certo allenamento. Lo studio di queste zone cellulalgiche è particolarmente interessante a livello del tronco, unica semeiologia dell’irritazione del nervo rachideo (branca anteriore e branca posteriore). La cellulagia può essere il supporto di dolori locali risentiti come dolori profondi, pseudo-viscerali, pseudo-vertebrali o d’altra natura, molto ingannevoli. Molto raramente ,i dolori sono a tipo bruciore o a tipo tensione superficiale. Il trattamento locale della cellulalgia può giovarsi di diverse tecniche: pincer-rouler terapeutico, pli-cassé (plica spezzata), impastamento o infiltrazioni di lidocaina.
Cordoni Mialgici
Si tratta di fasci muscolari duri “incordati”, molto sensibili alla palpazione.Di diametro variabile, di un fiammifero ad un sigaro, secondo il muscolo interessato, presentano spesso nel loro spessore, un punto molto doloroso alla pressione, un punto grilletto (trigger point). La pressione di questo punto può riprodurre un dolore locale o a distanza. Questi punti sono stati descritti anche da Travell e Simons. Questi autori li attribuiscono unicamente ad una fatica eccessiva del muscolo, di origine diretta o posturale. Ciò è vero in ceri casi, ma  sconoscono l’origine vertebrale frequente, sulla quale noi insistiamo.In effetti le due origini possono talvolta coesistere. Nel caso di origine vertebrale, il segmento corrispondente sarà doloroso all’esame segmentario ed il trigger point diventerà indolore o inattivo dopo un trattamento vertebrale efficace.Quando invece il trigger  point è attivo, provoca dei dolori locali, regionali e soprattutto a distanza, ancor più ingannevoli poiché non corrispondenti ad alcuna topografia neurologica.Il trattamento locale dei cordoni mialgici consiste in stiramenti longitudinali o trasversali;si possono associare i trattamenti dei trigger point:infiltrazione di lidocaina all’1%,seguita da stiramenti, pressioni mantenute (90 sec), ultrasuoni o agopuntura.
Inserzioni teno-periostee
Le  inserzioni teno-periostee dello stesso metamero sono dolorose alla palpazione,comparata a quella del lato opposto.Esse possono  spontaneamente  e perfettamente simulare una tendinite .Esse possono facilitare una tendinite meccanica, e rispondono positivamente ad un trattamento  vertebrale. Il trattamento locale delle inserzioni teno-periostee associa le infiltrazioni locali, il massaggio trasverso profondo o elettroterapia.

Robert Maigne: “Mon fil d’Ariane….pour comprendre,diagnostiquer et traiter les douleurs communes d’origine vertebrale”. 50émes Journèes de l’Hotel Dieu, Paris, 2003.

A cura di:Giovanni Asero

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