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LAVANDA OFFICINALIS

Si tratta di una pianta medicinale utilizzata da tempi immemorabili a cui sono attribuite proprità rilassanti, utili in  caso di irrequietezza, nervosismo “esaurimento nervoso”, insonnia e in molti altri disturbi funzionali neuropsichici.  La ricerca farmacologica ha confermato molte di queste indicazioni. Ma vediamo di procedere con ordine.
Si tratta di una droga che contiene olio essenziale (1-3 %) in cui è stato identificato anche linaloolo e linalil acetato. Contiene, inoltre acido rosmarinico, potente antiinfiammatorio e antiossidante, tannini, flavonoidi e fitosteroli.
La ricerca farmacologica su questa pianta medicinale è vasta e ben articolata, sia sull’animale che sull’ uomo  (1). Fra le diverse proprietà documentate vi è quella antiossidante dovuta sia ai componenti idrosolubili (acido rosmarinico in particolare) che all’ olio essenziale. Relativamente alle proprietà sedative vi sono numerosi studi sia sull’ uomo  che  animali. Anche la proprietà facilitante il sonno sembra ben documentata.  E questo vale anche la    proprietà analgesica che sembra  essere in relazione sia alla via oppioide che a quella colinergica.  Diversi test sugli animali indicano – poi – proprietà antiinfiammatoria e gastroprotettiva. Numerose altre evidenze sperimentali  suggeriscono  azione antipiastrinica ed antitrombotica.
Come tutti gli oli essenziali anche quello di lavanda ha azione antibiotica in particolare verso E. coli, Listeria monocytogenes, Salmonella typhymurium e Stafiloccoccus aureum.
Se molti sono gli studi sugli animali altrettanti o quasi sono quelli sull’ uomo dove è stata studiata, in particolare, l’azione sedativa dovuta alla inalazione di olio essenziale. Lo studio della risonanza magnetica funzionale  evidenzia che l’inalazione determina attivazione della corteccia olfattiva primaria, della corteccia entorinale e dell’ ippocampo, talamo, ipotalamo, corteccia orbitofrontale e dela corteccia dell’ insula. Pare inoltre che la lavanda possa l’essere associata a farmaci migliorando l’effetto dell’ imipramina con un precoce miglioramento dello stato  depressivo.
Passando agli studi dell’ ultimo anno vorrei ricordarne alcuni che si sono occupati particolarmente dell’ effetto anticonvulsivante nell’animale.
In un primo  studio sul ratto (2) è stata valutato l’effetto anticonvulsivante  dell’ olio essenziale di lavanda, per via intraperitoneale a diverse concentrazioni sulle convulsioni indotte da nicotina. Particolarmente al dosaggio di 600 mg\kg la lavanda era capace di ritardare l’inizio, la durata e l’intensità delle convulsioni. In un secondo recente studio (3)
considerato poi  che la tradizione popolare iraniana utilizzava la lavanda per trattare alcuni disturbi nervosi come l’epilessia e la demenza gli A.  hanno studiato questo effetto utilizzando il modello del pentilentetrazolo  che induce contorsioni nel ratto. Lo studio dimostra la capacità della cronica somministrazione di  lavanda di ridurre l’epilessia in questo modello animale. Riduce anche il danno ossidativo al cervello dovuto al tossico. Questo effetto – concludono gli A. – sembra dovuto almeno in parte  alla soppressione di Ossido Nitrico (NO).
Infine uno studio in doppio cieco sull’ uomo (4)  utilizzando una combinazione di oli essenziali, tra cui la lavanda, per il trattamento della dismenorrea.
Si tratta di uno studio in doppio cieco su 48 pazienti con dismenorrea primaria. Le pazienti utilizzavano o olio essenziale di lavanda (24 pazienti) o una fragranza sintetica (24 Pazienti). L’olio essenziale di lavanda, salvia e maggiorana (in rapporto 2:1:1) era diluito in una crema che applicavano giornalmente nel basso addome dalla fine della mestruazione fino all’ inizio della mestruazione successiva. Lo studio dimostrava una significativa diminuzione del dolore (entrambi i gruppi trattati) e della sua durata (gruppo olio essenziale). Gli autori concludono sottolineando l’utilità dell’aromaterapia nella dismenorrea e individuano tra  le principali sostanze dotate di effetto antinocicettivo il  Linalil acetato, il linaloolo, l’ eucaliptolo ed il  beta cariofillene)

Bibliografia
1: F. Deodato, C. Di Stanislao, M. Corradin: Guida farmacologica all’ uso delle piante medicinali CEA ED 2011 Milano

2. Arzi A, Ahamehe M, Sarahroodi S. Effect of hydroalcoholic extract of Lavandula officinalis on nicotine-induced convulsion in mice. Pak J Biol Sci. 2011 Jun 1;14(11):634-40

3. Rahmati B, Khalili M, Roghani M, Ahghari P. Anti-epileptogenic and antioxidant effect of Lavandula officinalis aerial part extract against pentylenetetrazol-induced kindling in male mice.

4. Ou MC, Hsu TF, Lai AC, Lin YT, Lin CC. Pain relief assessment by aromatic essential oil massage on outpatients with primary dysmenorrhea: a randomized, double-blind clinical trial J Obstet Gynaecol Res. 2012 May;38(5):817-22.

A cura di: Maurizio Corradin

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