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MENTHA PIPERITA

Si tratta di una droga presente nella Farmacopea Ufficiale Italiana nella quale si trovano sia le foglie che l’ essenza. Utilizzata da tempi immemorabili deve la sua azione a diversi componenti di cui particolarmente importante è l’ olio essenziale.
Comunque sia a questa pianta vengono attribuite proprietà tonico-eupeptiche, antifermentative intestinali,  leggermente analgesiche e carminative; è utile in alcuni stati di atonia del tubo digerente. Usata anche per combattere la nausea e, in alcuni casi, come spasmolitico gastro-intestinale. Come accennato di questa droga si utilizzano le foglie che contengono  olio essenziale (mentolo, mentone, mentofurano, mentilacetato, ecc), flavonoidi (mentoside, isoroifolina ecc), acidi fenolici tra cui il potente antiossidante acido rosmarinico. La ricerca scientifica si è occupata della verifica sperimentale e clinica  da molto tempo. Ad esempio già Cabrol (1) nella prima metà del secolo scorso aveva dimostrato nei cani che la somministrazione di infuso di menta determinava un significativo aumento del flusso biliare. In tempi molto più recenti (1995) Sharathchandra dimostrava l’ azione stimolatoria  dell’ estratto di menta sull’attività lipasica del pancreas e della mucosa intestinale. Ovviamente accanto agli effetti digestivi ve ne sono altri tra cui, da ricordare quella antimicrobica ed antifungina che è propria di molti oli essenziali tra cui quello di menta. Tra gli altri effetti descritti ricordiamo quello sul sistema nervoso con un’azione che  descritta come complessa evidenziando sia un blando effetto sedativo che stimolante. Descritti, inoltre, effetti diuretici ed espettoranti. Ricordiamo che un componente dell’ Olio Essenziale, il  mentolo, applicato sulla cute  e sulle mucose provoca sensazione di freddo ed una modica azione anestetica locale. L’azione del mentolo nell’azione anestetica locale è stata posta in relazione all’inibizione dei canali del calcio.
Recentemente è stata valutata l’attività antinocicettiva ed antiinfiammatoria dell’ infuso di menta utilizzando il test delle contorsioni e della piastra calda (test antinocicettivi) ed il test alla carragenina (test antiinfiammatorio) nel ratto. Si evidenzia una significativa proprietà antinocicettiva ed assenza di attività antiinfiammatoria.  In rapporto  alle note proprietà antiossidanti (presenti sia nell’ olio essenziale che nella frazione idrosolubile) si è studiata la capacità neuroprotettiva dell’ estratto di menta sulle radiazioni ionizzanti nel topo (3). In ogni caso sembra che l’ effetto radioprotettivo – almeno – nel topo non si limiti alle cellule neuronali ma coinvolga anche i testicoli, l’apparato gastroenteriorico e quello emopoietico (4). Gli autori concludono il loro studio sottolineando il significativo ruolo degli estratti di menta nell’ attenuare il danno dovuto a radiazioni gamma. Ritornando a trattare dell’ effetto fisiologico della menta sul cervello sembra che almeno l’ olio essenziale abbia nel topo una azione di stipo stimolante (5). In ogni caso è indubbio che gli estratti di menta siano utilizzati prevalentemente per gli effetti sull’ apparato gastroenterico. A questo riguardo ricordiamo un recente studio (6) in cui si sottolinea l’efficace degli estratti di menta nelle coliche infantili ed un’ altro (7) che dimostra l’ efficacia dell’ aromaterapia con O.E. di menta nel trattare la nausea dopo interventi chirurgici.

Bibliografia Essenziale
1. Benigni, Capra Cattorini: Piante medicinali Inverni & Della Beffa 1962 Milano
2. Taher YA. Antinociceptive activity of Mentha piperita leaf aqueous extract in mice. Libyan J Med. 2012;7.
3. Hassan HA, Hafez HS, Goda MS. Mentha piperita as a pivotal neuro-protective agent against gamma irradiation induced DNA fragmentation and apoptosis : Mentha extract as a neuroprotective against gamma irradiation. Cytotechnology. 2012 Sep 21.
4. Baliga MS, Rao S. Radioprotective potential of mint: a brief review. J Cancer Res Ther. 2010 Jul-Sep;6(3):255-62.
5. Umezu T. Evaluation of the effects of plant-derived essential oils on central nervous system function using discrete shuttle-type conditioned avoidance response in mice. Phytother Res. 2012 Jun;26(6):884-91.
6. Alves JG, de Brito Rde C, Cavalcanti TS. Effectiveness of Mentha piperita in the Treatment of Infantile Colic: A Crossover Study. Evid Based Complement Alternat Med. 2012 Jul 12.
7. Lane B, Cannella K, Bowen C, Copelan D, Nteff G, Barnes K, Poudevigne M, Lawson J. Examination of the effectiveness of peppermint aromatherapy on nausea in women post C-section. J Holist Nurs. 2012 Jun;30(2):90-104;

A cura di: Maurizio Corradin

2 thoughts on “MENTHA PIPERITA

  1. Con quale modalità di somministrazione si consiglia l’assunzione di menta piperita? Tisane, tintura madre, capsule (in commercio con il nome Mintoil), e con quale dosaggio?
    Grazie
    Sabrina

  2. Il dosaggio suggerito dalla comissione E è di 1,5 – 4,5 grammi di tisana per tazza. Ovviamente vanno bene tutti i dosaggi equivalenti. Per un estratto fluido, quindi 30 – 45 goccie per 3 volte al giono. Per un estratto secco (che generalmente è fra 1:4 e 1:8) 200 mg di estratto secco per 3 volte al giorno. Per le tinture madri (che sono ottenute da pianta fresca) è molto difficile raggiungere il dosaggio consigliato. Si sfrutta la “qualità” più che la quantità ponderale. Io credo (e uso questo termine appositamente) che la tisana di menta (anche per il sapore che ha) vada benissimo. Si aggiunga che nel mio modo di intendere “prendersi carico di se stessi” significa anche dedicarsi il tempo per prepararsi una tisana. E’ comunque indubbio che la tisana estrae solo i principi idrosolubili della droga. Invece le altre formulazioni estraggono anche la frazione liposolubile (ricordo che la menta è ricca di oli essenziali). Quindi dipende molto dal terapista. Io uso molto le tisane.

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