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SEGNI CLINICI DI CEFALEA CERVICALE

La nozione che una cefalea può avere un’ origine cervicale non è nuova, e resta un argomento dibattuto. L’assenza della causa cervicale identificabile è la critica principale.
I criteri proposti dall’International Headache Society sono insufficienti e caratterizzano solo un ristretto numero di cefalee cervicali che contrasta con un numero molto più importante di cefalee comuni regolarmente alleviate da un trattamento manipolativo cervicale.
Il concetto di Disturbo Intervertebale Minore (DIM) è stato considerato come una valida risposta dal Quebec Headache Study Group. Il Disturbo Intervertebrale Minore è definito come una disfunzione dolorosa reversibile del segmento vertebrale; è abitualmente la conseguenza di movimenti bruschi, di sforzi, di mantenimento di posizioni errate, o di un traumatismo spesso dimenticato.
Il DIM è reversibile spesso spontaneamente, ma può anche persistere, automantenersi,attivo o inattivo, e risolversi grazie alle manipolazioni..
Come per qualunque altra disfunzione dolorosa del segmento mobile vertebrale, il DIM provoca nel territorio metamerico corrispondente delle perturbazioni riflesse al livello della pelle ,dei muscoli e delle inserzioni teno-periostee; sono proprio queste manifestazioni cellulo-teno-mialgiche che ci forniscono i segni clinici dell’esame.
In generale, le cefalee d’origine cervicale sono unilaterali e permangono sempre dallo stesso lato, così come i segni del nostro esame .
Con il tempo il dolore si può bilaterizzare ed essere percepito da ambedue i lati, mentre che i segni dell’esame restano generalmente unilaterali.
Le crisi sono più o meno frequenti e più o meno severe, a secondo i casi.
I fattori scatenanti una cefalea cervicale sono molto variabili da un soggetto all’altro. I fattori scatenanti più frequenti sono quelli di origine posturale, ma possono essere anche d’origine digestiva, ginecologica, spesso psichica.
La classica cefalea di tensione è spesso una cefalea d’origine cervicale scatenata da problemi di natura psichica; una volta eliminato il fattore cervicale, le stesse cause non producono più gli stessi effetti.
I segni clinici dell’esame cervicale sono permanenti e si ritrovano nel paziente cronico ; si ritrovano al livello cervicale ed al livello cranio-facciale.
Un segno costante è il dolore alla palpazione dell’articolazione C2-C3 dal lato della cefalea abituale.Questo segno va ricercato dopo aver fatto distendere il paziente in posizione supina.
C2-C3 è l’articolazione più alta che si può palpare e tale palpazione va eseguita con i polpastrelli degli indici che scivolano lentamente a destra e a sinistra lungo le docce paravertebrali,con piccoli movimenti di va e vieni.
Questo dolore C2-C3 unilaterale traduce in pratica una disfunzione di uno dei segmenti del rachide cervicale superiore, e cioè C0-C1, C1-C2, C2-C3. Una contrattura dei muscoli sotto-occipitali viene abitualmente riscontrata, più marcata dal lato affetto, con la presenza talvolta di “punti grilletto”, la cui pressione può risvegliare la cefalea.
Abitualmente il paziente non lamenta alcun dolore cervicale , e nessuna posizione particolare del rachide cervicale è sufficiente a scatenare la cefalea.
In quanto alle immagini radiografiche, queste sono in generale normali e mostrano solo dei segni degenarativi senza significato.
I segni dell’esame cranio-facciale vanno ricercati nel territorio muscolare e cutaneo innervato da C2 e C3; corrispondono questi alle manifestazioni della “Sindrome riflessa segmentaria cellulo-teno-mialgica (Maigne)”.
Possiamo descrivere tre quadri topografici di cefalea :occipitale, temporo-mascellare e fronto-sopra orbitaria, che possono essere isolati o diversamente associati.

Libera sintesi a cura di Giovanni Asero

Robert Maigne : “Signes cliniques des céphalées cervicales” ; revue de Médecine Vertébrale, n°16; juin 2005

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