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TRATTAMENTO AURICOLOTERAPEUTICO IN UN CASO DI NEUROMA DI MORTON

Paziente di sesso femminile di  aa 53 affetta da circa 2 aa da dolore descritto come trafittivo , a scossa ed ingravescente su entrambi i lati volare e plantare piede Dx.
Giunge alla nostra attenzione nel mese di Marzo 2014 per la sintomatologia sopracitata.
Alle indagini diagnostiche radiologiche, in particolare ecografia e RMN si evidenzia formazione ovalare del diametro di circa 0,6 cm per una lunghezza di 1,5 cm circa tra terzo e quarto metatarsale piede Dx descritta come verosimile neuroma di Morton.
In anamnesi paziente in trattamento farmacologico per ipercolesterolemia, sdr menopausale insorta da poco tempo (circa un anno),sdr. del colon irritabile.
All’obbiettività clinica difficoltà ad appoggiare il piede a terra che aumenta con la marcia, disestesia nel lato volare maggiore rispetto al lato plantare del piede; a riposo la sintomatologia dolorosa si attenua lentamente ma non scompare mai del tutto.
La VAS durante la deambulazione risulta essere di 8/10, a riposo 4/10.
A domicilio assume Paracetamolo 500 mgr  in modo molto discontinuo.
La paziente rifiuta per motivi personali la proposta di eseguire ciclo settimanale di elettroagopuntura contro laterale al danno come strategia terapeutica antalgica, accetta diversamente il trattamento mediante posizionamento di ASP sul padiglione auricolare omolaterale da tenere in sede per 6 gg stimolandoli per 2-3 volte al die.
Il ciclo di applicazione degli aghi viene eseguito per 6 settimane.
I punti utilizzati sono stati scelti indipendentemente dalla detezione con palpeur del padiglione, secondo lo schema seguente:
Punto Omega, punto muscolare del piede, punto maestro del piede, punto maestro reticolare, punto ACTH, infissi sempre secondo la sequenza riportata.
Dopo la prima applicazione degli ASP scomparsa “immediata” del dolore a riposo residuando lievissimo “fastidio” tipo formicolio alla base del piede; nei giorni successi ripresa del dolore che si assesta ad una VAS media di 5-6/10 nella prima settimana.
Nelle settimane successive riduzione progressiva della sintomatologia dolorosa stabilizzandosi dopo l’ultima seduta ad una VAS di 1/10 con periodi anche di assenza completa del dolore.
La paziente eseguirà nelle settimane future RMN di controllo per evidenziare l’evoluzione anatomica del danno originario.

A cura di: Dott. Gianluca Corsi

Aghi a semipermanenza applicati al padiglione auricolare della paziente.

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