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GLI STIRAMENTI MUSCOLO-APONEVROTICI O “STRETCHING”

Le tecniche di “stretching” fanno parte dell’arsenale terapeutico del medico esperto in medicina manuale, nella presa in carico del paziente affetto da algie muscolo-scheletriche.
Gli stiramenti muscolo-aponevrotici permettono di allungare i muscoli,andando nel senso opposto alla loro azione fisiologica; lo stretching fa parte delle tecniche neuro-muscolari  considerate “non pericolose”, soprattutto perché effettuate dal paziente stesso che li esegue non oltrepassando mai il limite del movimento doloroso.
Gli stiramenti muscolo-aponevrotici raggruppano le tecniche di messa in tensione delle strutture cutanee, connettivali, tendinee, muscolari e dei piani di scivolamento intermuscolari .
La pratica regolare degli stiramenti permette di mantenere  e di migliorare le proprietà di estensibilità muscolo-tendinea, evitando così l’accorciamento progressivo cronico dovuto alla mancanza di sollecitazioni muscolari o alla persistenza di un dolore residuo; l’esercizio di stiramento effettuato dal paziente permette di liberare i piani di scivolamento tra i differenti muscoli grazie ai movimenti in rotazione e di migliorare  la souplesse con azioni di allungamento e di trazione. Queste sollecitazioni meccaniche producono un aumento della temperatura interna grazie allo scivolamento dei piani muscolo-aponevrotici, grazie alla messa in tensione muscolare e grazie alla trazione sullo scheletro fibroso: questo riscaldamento è percepito dal paziente che apprezza ,alla fine,una   facilitazione dell’allungamento muscolo-tendineo.
Lo stretching favorisce il ritorno venoso e linfatico; infine sul muscolo,che possiede una innervazione sensitiva e sensoriale,lo stretching contribuisce a migliorare  la percezione di integrazione in seno ad una catena muscolare.
In sostanza lo stretching permette di rompere il circolo vizioso “dolore-contrattura-inattività” e per ottenere questo necessita della partecipazione attiva del paziente alla sua rieducazione.
La scelta degli esercizi e del  loro ritmo si regolano per ogni paziente in modo specifico ; quello che è importante è che questi esercizi vengano eseguiti a domicilio in modo regolare,almeno per 10 minuti al giorno; il ruolo del medico sarà qui   quello di insistere sulla importanza della presa in carico da parte del paziente.

A cura di: Giovanni  Asero

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