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Il dry needling modifica i trigger points del muscolo trapezio e riduce il dolore nei soggetti con dolore miofasciale cronico.

La sindrome da dolore miofasciale (MPS) è un disturbo diffusissimo (è causa del 15 % delle visite mediche) che altera la qualità di vita (QOL) dei pazienti affetti e influenza  negativamente l’attività lavorativa e sociale degli stessi. A fronte della controversie ancora esistenti sulla vera natura della MPS e sulla sua reale etiopatogenesi, vi è accordo comune che la presenza di uno o più trigger points (MtrP) sia una condizione necessaria per poter diagnosticare una MPS  poiché in essa la presenza del MtrP è di riscontro quasi costante.

Il  MtrP inoltre sembra essere il vero target terapeutico nel trattamento della MPS. Un MtrP attivo (aMtrP), come è noto, è (nella definizione di  Travell and Simons) un nodulo circoscritto e palpabile, presente in una banderella di muscolo scheletrico e spontaneamente dolente. Un MtrP latente (lMtrP) è un nodulo di contrattura dolente solo alla palpazione o al movimento (clinicamente silente). Il Dry Needling (DN) è un trattamento non farmacologico che viene impiegato per inattivare il  MtrP e che viene eseguito mediante la puntura con ago a secco del nodulo stesso. L’efficacia della metodica non è di facile valutazione stante la mancanza di una oggettiva misurazione della scala del dolore. I questo studio (prospettico) si è cercato di valutare l’efficacia del DN nella cura del dolore nel paziente affetto da MPS e dell’efficacia nell’inattivazione del MtrP.

Hanno partecipato allo studio 52 pazienti affetti da dolore cervicale o al cingolo scapolare da più di 3 mesi e con presenza di a MtrP (età media 35.8 anni). Tutti i pazienti sono stati sottoposti dapprima ad esame clinico durante il quale è stata accertata la presenza di una MPS, sono stati individuati i  MtrP e si è proceduto quindi al DN degli stessi (3 sedute successive alla settimana – Fig. 1).

Tutti i pazienti sono stati valutati prima del trattamento e a tre settimane dallo stesso. L’outcome primario è stata la misurazione della riduzione del dolore del MtrP mediante VAS, l’outcome secondario la valutazione dell’incremento del ROM. Risultati: in 41 pazienti il MtrP è stato inattivato e solo in 11 non si sono avute modifiche di sorta 8 (P < .001) con una consensuale e significativa riduzione del dolore (P < .001). Si è assistito inoltre ad un importante miglioramento nella asimmetria rotatoria cervicale presente all’inizio del trattamento e del ROM in generale il che ha apportato conseguentemente ad un miglioramento del benessere psichico.

Discussione: il presente lavoro conferma l’efficacia della puntura del MtrP quale metodo per inattivare il punto stesso e quindi per la cura della MPS.  Da sottolineare che, secondo gli Autori, l’ottenimento della cosiddetta ‘muscle twich’ (così ricercata nel dry needling) nella puntura non sarebbe così fondamentale (di fatto nello studio è stata ottenuta, durante il trattamento solo in una percentuale variabile dal 50 al 70 % dei soggetti trattati). Il lavoro conferma inoltre che alla disattivazione del MtrP consegue una miglioramento del dolore tipico della MPS ed un miglioramento del ROM e dello stato psichico-emozionale del paziente (miglioramento dello stato di disabilità globale).

Dry Needling Alters Trigger Points in the Upper Trapezius Muscle and Reduces Pain in Subjects With Chronic Myofascial Pain. Gerber LH, Shah J, Rosenberger W, Armstrong K, Turo D, Otto P, Heimur J, Thaker N, Sikdar S. PM R. 2015 Jul;7(7):711-8.

A cura di Mario Biral
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