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UN CASO DI CEFALEA MISTA TRATTATO MEDIANTE INFILTRAZIONE NEURALTERAPEUTICA DI CICATRICI.

Caso. B.M., sesso femminile, anni 50, avvocato. Soffre da 30 anni circa di cefalea mista (emicrania e cefalea tensiva), peggiorata negli ultimi 10 anni; negli ultimi tempi 3 attacchi alla settimana.
Dati anamnestici. 2 parti cesarei, con relative cicatrici pelviche (14 anni fa e 6 anni fa), una sovrapposta all’altra, orizzontali e in zona ipogastrica, di lunghezza di circa 10 cm, piane e rosee ma con un lieve essudato biancastro che “puzza” (come di formaggio andato a male) e ogni tanto danno prurito , non dolenti al tatto e alla pressione.
Terapia. Dall’1.10.2014 inizia terapia neurale a cadenza settimanale fino al 6.1.2015, per un totale di 14 sedute. Tecnica. Infiltrazione delle cicatrici con lidocaina 1 %, per un totale di circa 5 cc per seduta; infiltrazione superficiale e profonda, nelle cicatrici e nella zona immediatamente circostante, con ago 30 G.
Risultato. Progressivo miglioramento della cefalea, sia nella forma emicranica che in quella muscolo tensiva. Dopo 5 sedute la cefalea è quasi scomparsa; dopo 8 sedute è scomparsa. Follow-up: febbraio 2015: senza cefalea da 1 mese, cioè dall’ultima seduta. Marzo 2015: cefalea quasi scomparsa. Solo ogni tanto qualche accenno, con un miglioramento di circa il 90 %. Giugno 2015: permane il risultato, con cefalea quasi scomparsa.
Risultato locale. Le cicatrici hanno subito incominciato a “puzzare” di meno, e  dopo 4 sedute la “puzza” era scomparsa senza più ritornare, insieme con l’essudato, mentre il prurito è quasi scomparso e poi del tutto scomparso.

Commento del curatore. Le cicatrici rappresentano la più frequente localizzazione dei cosiddetti “campi perturbanti”, insieme con i denti e le tonsille, secondo le teorie dei fratelli Huneke, fondatori della “neuralterapia”, confermate poi anche da altri riscontri in letteratura (Barbagli P, Bollettin R. Nostre esperienze nel trattamento del dolore cronico benigno mediante infiltrazione di cicatrici con anestetico locale. La Clinica Terapeutica 2009; 160 (6): 445-9). In questo caso, poiché le cicatrici trattate sono posteriori all’insorgenza della patologia, probabilmente non possono essere considerate la causa della cefalea, ma il risultato terapeutico, per quanto il follow-up sia ancora breve (circa 3 mesi), fa pensare ad un ruolo aggravante. Unitamente al risultato terapeutico su una patologia cronica a distanza, tipica del cosiddetto “campo perturbante”, si segnala in questo caso un risultato anche locale sulla cicatrice stessa, con risoluzione di alcuni disturbi (prurito, essudazione, “puzza”) ad essa riferita.

Bollettin R, Barbagli P. Un caso di cefalea mista trattato mediante infiltrazione neuralterapeutica di cicatrici.

A cura di: Paolo Barbagli

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